UniCredit

Federico Ghizzoni, amministratore delegato di UniCredit ha appena dichiarato alla comunità finanziaria che: “oggi UniCredit è molto più forte rispetto a un anno fa dal punto di vista del capitale, dello stato patrimoniale e della liquidità e può guardare con fiducia alle sfide del 2013. I risultati di UniCredit hanno mostrato una buona tenuta nel 2012, nonostante le persistenti difficoltà del contesto economico mondiale. Questi risultati sono stati ottenuti grazie all’implementazione delle iniziative manageriali previste dal Piano Strategico, tra cui misure di contenimento dei costi, un’attenzione mirata agli attivi ponderati per il rischio e all’efficientamento dell’organizzazione aziendale.”

Nell’ambito dei crediti, soprattutto in Italia, il management sta attivando azioni per minimizzare i flussi futuri di crediti deteriorati e il loro impatto sul conto economico. Tra queste iniziative si annoverano: più rigorosi criteri per la concessione di nuovi prestiti, riduzione dei tassi di default sulle nuove operazioni, gestione attiva dell’attuale portafoglio in bonis, riduzione delle categorie di attivi a maggior rischio, gestione dell’attuale portafoglio dei crediti deteriorati, attraverso la ridefinizione della struttura organizzativa per una più sollecita gestione delle
inadempienze (work‐out).

Nell’ambito della riorganizzazione si menziona l’attività di razionalizzazione della rete di sportelli in Italia. A dicembre 2012, dei 3.611 sportelli interessati dal progetto Hub & Spoke (ovvero agenzie HUB sono quelle grandi ad offerta completa di servizi e agenzie Spoke sono quelle piccole), oltre 1.000 sono ora di tipo Cash Light e Cash Less (erano 288 a gennaio 2011).

È inoltre prevista la chiusura di altri 350 sportelli entro il 2015, con il parallelo rafforzamento dei canali alternativi.