PLTV riporta articolo pubblicato su PLUS24 il 18 Febbraio 2017

Ritorna la fiducia nel mattone. Le compravendite in Italia sono aumentate del 20,4% nei primi nove mesi del 2016. In crescita anche le richieste di nuovi mutui e surroghe (+13,3% anno su anno, dati Crif). Prezzi invece in calo, nello stesso periodo, caso unico in Europa (-0,6% per case esistenti e -2,1% per le nuove abitazioni, dati Istat).

«Prevediamo una leggera crescita dei prezzi nel 2017 intorno al 2% — afferma Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi di Tecnocasa — ma solo per le grandi città, mentre per i capoluoghi di provincia e per le periferie occorrerà attendere il 2018».
Italia e prezzi
«È l’unico Paese in cui i prezzi degli immobili continuano a scendere. Ecco perché c’è interesse dall’estero per il real estate italiano»: la dichiarazione è di Alessandro Penati, presidente di Quaestio Sgr che gestisce il fondo Atlante. Le parole di Penati sono arrivate il 7 febbraio scorso, a Milano, nel corso del convegno organizzato dal Consiglio nazionale dei geometri da cui sono emersi dati importanti sulle perizie immobiliari (si veda l’articolo in basso).
Il calo dei prezzi delle case in Italia è un caso unico al momento, come viene confermato nel libro The world in 2017 in cui Luca Dondi dall’Orologio, managing director di Nomisma, scrive che «nel secondo trimestre del 2016 i prezzi degli immobili residenziali sono aumentati in quasi tutte le economie avanzate con picchi di prezzo in Nuova Zelanda (+13) e Canada (+10%)». Chi fa eccezione? L’Italia appunto, che in Europa e l’unica con segno negativo assieme a Cipro.
Inversione di tendenza
«Quanto avvenuto in Italia è fisiologico — rassicura Megliola —. Veniamo da una crisi molto dura. Dal 2007 le abitazioni hanno ceduto il 39,7% del loro valore. Ma, come dicevo, per il 2017 è prevista un’inversione di tendenza». Inversione confermata dall’aumento delle richieste di mutui evidenziate dal barometro Crif che monitora oltre 80 milioni di posizioni creditizie; si consolida poi il trend degli importi richiesti: per i mutui il valore medio nel dicembre del 2016 è stato di 125mila euro.

Fra le città con il maggior aumento di transazioni nei primi nove mesi del 2016 (dati Tecnocasa) rispetto all’anno precedente è in testa Torino (+26,9%), seguita da Milano (+26,7%) e Bologna (+25,2%). Fanalino di coda Palermo con una crescita delle compravendite di appena l’8,1 per cento. «A livello di prezzi, tra le grandi città quella che reagisce meglio è sicuramente Milano — ricorda la responsabile ufficio studi di Tecnocasa —. Bene Firenze, ma soprattutto nel centro storico con richieste da parte di investitori italiani e anche tanti stranieri».
effetto decreto mutui
In attesa di un consolidamento del mercato immobiliare, si guardano pure le nuove disposizioni varate l’anno scorso dal Parlamento italiano che ha recepito la direttiva Ue sui mutui. Il decreto legislativo 72/2016, noto appunto come decreto mutui, ha recepito la Mcd ovvero la mortgage credit directive europea (Direttiva sul credito immobiliare, ndr) rendendo operativa una serie di norme più stringenti soprattutto in merito alla valutazione degli immobili. Norme che sono state poi specificate in due circolari di Bankitalia: da segnalare per esempio che l’istituto centrale chiede una verifica del valore degli immobili (posti a garanzia delle esposizioni) ogni volta che si verifichino variazioni delle condizioni di mercato.

Richiesti poi requisiti di professionalità e indipendenza per i periti: non che prima non vi fossero, ma ora questi requisiti vanno dimostrati (si veda l’articolo sotto) con procedure organizzative ad hoc. Infine il «patto marciano», introdotto con un altro provvedimento: una clausola che viene inserita per volontà delle parti nel contratto e che consente alla banca di vendere l’immobile per vie extragiudiziali. Conviene all’acquirente o no? La risposta in queste pagine.

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