PLTV riporta articolo da il Sole 24 Ore del 6 Luglio

Il Leone starebbe guardando il dossier attraverso Genertel. 

Sul tavolo dell’istituto già sette offerte, tra queste cinque da gruppi esteri

Anche Generali si sarebbe fatta avanti per valutare l’ipotesi di diventare partner esclusivo di Ubi Banca nella bancassurance. L’istituto, qualche tempo fa, ha dato mandato a Kpmg per individuare un soggetto unico unico con cui sviluppare il business delle polizze. La banca guidata da Victor Massiah ha al momento attive due differenti partnership, una con il gruppo Cattolica e l’altra con Aviva. Entrambi gli accordi sono però “in scadenza”. E in particolare, la conclusione delle due partnership è prevista per il 2020. In vista dunque di quella data la banca ha deciso di avviare le prime riflessioni per ridefinire la sua strategia in un settore comunque centrale per il gruppo.

Settore che Ubi Banca potrebbe anche decidere di costruire promuovendo la crescita organica degli operatori che ha in proprietà (di Aviva Vita ha un 20%, di Lombarda Vita un 40%, mentre detiene il 100% di Bancassurance Popolari e di Bancassurance Popolari Danni ), sul modello di Intesa Sanpaolo che negli anni è riuscita a costruire un colosso delle dimensioni di Intesa Sanpaolo Vita. Il percorso è certamente più lungo ma la valutazione potrebbe essere un’alternativa da considerare nel caso in cui non si riuscisse a definire una partnership soddisfacente con un soggetto industriale. Anche per questo è stato scelto un advisor capace di definire un nuovo approccio alla materia.

In quest’ottica, sono state raccolte le offerte non vincolanti. E risulta che sul tavolo siano arrivate sette proposte. Tra queste, ci sarebbero quelle dei partner attualmente al lavoro con Ubi, ossia Cattolica e Aviva, più un altro soggetto italiano e quattro stranieri. L’altro italiano, come detto, sarebbe Generali che avrebbe deciso di dare un’occhiata al dossier attraverso il proprio braccio Genertel, compagnia assicurativa diretta del Leone di Trieste fondata nel 1994 e oggi fra le prime assicurazioni dirette del paese. Genertel si sarebbe affacciata al dossier in maniera cauta per capire le opportunità che il progetto potrebbe generare. Tra i gruppi esteri, invece, pare ci siano anche Axa ed Allianz, almeno per una prima veloce ricognizione sul progetto.

Piano rispetto al quale la banca, interpellata, «non commenta». La fase è ancora preliminare e una decisione finale verrà presa nell’ambito del nuovo piano industriale in fase di preparazione e che verrà definito in autunno.

L’operazione, in ogni caso, è rilevante, almeno quanto lo è stata quella recentemente chiusa da Banco Bpm. Tanto che i valori non sarebbero molto distanti. Si stima che la partita potrebbe chiudersi attorno a cifre comprese tra i 600 e i 700 milioni di euro. Numeri importanti per un asse che potrebbe rivelarsi altrettanto fondamentale. Soprattutto per alcune compagnie. Equita nelle settimane scorse, prendendo l’allenza tra Banco Bpm e Cattolica come termine di paragone, intesa che lo scorso anno ha valutato il 100% del business circa 1,3 miliardi di euro, ossia 12 volte gli utili, ha stimato che la partnership esclusiva con Ubi potrebbe valere circa 1,1 miliardi di euro. Somma pari a 16 volte il multiplo tra prezzo e utile, capace di generare un beneficio sul Cet1 di Ubi di circa 70 punti base, assumendo la vendita del 65% delle società.