In tema di polizze connesse a mutui e altre forme di finanziamento è stata completata dall’IVASS l’indagine, avviata nel 2012 su 143 imprese, finalizzata a verificare la reazione del mercato all’introduzione del divieto per gli intermediari di assumere, direttamente o indirettamente, la contemporanea qualifica di beneficiario o vincolatario delle prestazioni assicurative e quella di intermediario del relativo contratto (Regolamento ISVAP n. 5/2006).

In esito all’analisi dei riscontri è stato chiesto agli intermediari bancari operanti per una impresa, per i quali è emerso un disallineamento rispetto alle prescrizioni normative, di modificare la struttura dei prodotti e/o degli accordi distributivi in essere in modo da garantire il pieno rispetto della norma. Tutti gli intermediari interessati hanno adottato adeguate cautele volte a prevenire il ripetersi del fenomeno.

Collaborazione con l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia (UIF)

Nel corso del 2013 l’UIF ha segnalato operazioni sospette in cui risultano coinvolti: intermediari assicurativi nazionali, in prevalenza brokers operanti per conto di imprese UE abilitate all’esercizio in Italia dell’attività assicurativa in LPS e cittadini italiani titolari di partecipazioni e di incarichi di vertice nelle stesse imprese.

L’attività di accertamento ha riguardato in particolare i requisiti di reputazione e di onorabilità in capo a tali soggetti, mediante verifica presso il Casellario giudiziale e l’Ufficio dei carichi pendenti.

Nei casi in cui è stata riscontrata l’avvenuta perdita dei requisiti di onorabilità, si è provveduto alla cancellazione d’ufficio dell’intermediario dal RUI: nei casi più gravi l’Istituto ha avviato un’attività ispettiva presso gli intermediari oggetto di segnalazione.

Lo scambio di informazioni con l’UIF è stato finalizzato in alcuni casi a fornire circostanziato riscontro a richieste di informazioni da parte di altre Autorità di controllo dell’UE sull’onorabilità e professionalità di intermediari assicurativi italiani per i quali si prospetta l’assunzione di partecipazioni rilevanti o ruoli apicali in costituende imprese di assicurazioni dell’Unione europea.

Ulteriori forme di collaborazione con l’UIF hanno riguardato la segnalazione all’Istituto di fenomeni anomali riconducibili a:

a) ricariche di carte prepagate utilizzate per operazioni di spending su siti web di imprese dirette per l’acquisto di polizze per conto di clienti. In questi casi l’attività, se svolta da soggetti non iscritti nel RUI, potrebbe configurare esercizio abusivo di intermediazione assicurativa; se svolta da intermediari iscritti, potrebbe porsi in contrasto con la normativa di settore in materia di informativa precontrattuale, separatezza patrimoniale ed esercizio in assenza di mandato;

b) comunicazione di operazioni sospette, segnalate dagli Istituti di credito competenti, che rivelano una gestione non congrua del conto corrente separato sul quale possono transitare esclusivamente le partite contabili indicate nell’art. 117 del Codice delle Assicurazioni. Dall’analisi delle movimentazioni sono emersi, in alcuni casi, spostamenti anomali di denaro, sia dal conto separato che da quello personale degli intermediari controllati, verso imprese estere e/o verso non meglio identificate società con sede in altri paesi europei. Le comunicazioni ricevute hanno dato luogo a segnalazioni alla Guardia di Finanza che, ove del caso, ha avviato accertamenti ispettivi in collaborazione con l’Istituto.