Facendo seguito alla lettera al mercato congiunta con la Banca d’Italia sulle polizze PPI (Payment Protection Insurance), l’IVASS ha avviato un’indagine sul livello e sulla struttura dei costi delle coperture, vita o danni, offerte in abbinamento ai finanziamenti.

Relativamente a ciascuna garanzia è stato chiesto di conoscere i caricamenti applicati sui premi di tariffa, con riferimento a un profilo di assicurato standard. L’indagine, riferita al 2014, mirava a rilevare informazioni anche sulla dimensione del segmento di mercato in termini di raccolta premi, numero di assicurati, livello e struttura dei compensi riconosciuti alle reti di vendita per l’attività̀ di intermediazione. I dati acquisiti hanno riguardato complessivamente 642 prodotti, di cui 509 in forma collettiva, sottoscritti da Euro 5,9 milioni di assicurati, per un importo complessivo di nuova produzione pari a Euro 1.532 milioni.

Dai primi risultati si evidenzia un segmento di mercato alimentato prevalentemente da premi riferibili a coperture vita (57% dei premi) e da coperture per perdita di impiego (19% dei premi – ramo 16).

Il 78% dei premi lordi è stato collocato attraverso il canale bancario, il 12% è riferibile ad altri intermediari finanziari mentre agenti e broker hanno raccolto ciascuno il 4% dei premi e gli sportelli postali il 2%.

Le imprese di assicurazione hanno riconosciuto alle reti distributive circa Euro 679 milioni di compensi provvigionali fissi, pari al 44,3% dei premi raccolti. In particolare, i compensi provvigionali fissi riconosciuti alle reti di vendita per l’attività̀ di intermediazione sono risultati:

− per il 65,2% dei prodotti non superiori al 30% del premio di tariffa; − per il 24,2% dei prodotti compresi tra il 31% e il 49%; − per il 10,4% dei prodotti con aliquota uguale o superiore al 50% del premio di tariffa.

Al canale bancario, rete distributiva prevalente, sono state riconosciute per il 76% circa dei casi, aliquote provvigionali comprese tra il 10% e il 40%.

Le aliquote più̀ elevate, ossia quelle superiori al 50%, riguardano l’8% dei casi. Per gli intermediari finanziari diversi dalle banche si è riscontrata una maggiore variabilità̀ delle provvigioni applicate, mentre agenzie e broker mostrano aliquote provvigionali che si concentrano prevalentemente su livelli non superiori al 50%.

Spesso le imprese, oltre a compensi provvigionali in percentuale fissa sul premio, hanno riconosciuto ulteriori commissioni, fisse o variabili, al raggiungimento di obiettivi di produzione o forme di partecipazioni agli utili in percentuale del saldo tecnico.


Estratto da Relazione Annuale Ivass – riproduzione riservata