Insurance Gap Geneva
Nuove valutazioni e nuovi spunti sul tema del Protection Gap contenuti nell’ultimo report prodotto dalla Geneve Association.

 Qui riportata una breve sintesi del report.

 La sottoassicurazione può essere definita come il gap tra il livello di copertura che –  dal punto di vista economico –  è razionale possedere e il livello di copertura di cui effettivamente si dispone.

A partire da questa definizione, la Geneva Association analizza  –  in questo suo recente  report –  il fenomeno in tutte le sue implicazioni, considerando i metodi di valutazione e le misure necessarie per ridurre il gap.

Esistono diverse valutazioni dell’entità della sottoassicurazione, con riguardo sia ai rami danni sia ai rami vita. Con riguardo alle assicurazioni danni, ad esempio,  Swiss Re stima che l’attuale gap corrisponda allo 0,13% del PIL mondiale.

Si tratta di un gap che è costantemente aumentato nel corso degli ultimi 40 anni, come attesta un livello complessivo dei sinistri che è cresciuto più rapidamente del volume dei sinistri assicurati.

Anche per quanto riguarda le assicurazioni vita il livello di sottoassicurazione sembra ampliarsi: ad esempio, la quota di famiglie statunitensi che possiede almeno  una polizza vita è diminuita  dal 62% al 44% nell’ultimo trentennio.

Le cause del protection gap sono molteplici. Per quanto concerne i paesi in via di sviluppo e quelli emergenti, la sottoassicurazione è spesso conseguenza di   un basso livello di consapevolezza dei rischi, oppure di assetti istituzionali inadeguati o ereditati da decenni di gestione centralizzata dell’economia (India e Cina, ad esempio).

Per altri paesi si pone invece il problema dell’assicurabilità di determinati rischi, che non rispettano i principi di casualità, calcolabilità e gestibilità economica.

Con queste premesse, l’Associazione di Ginevra illustra alcuni possibili interventi per ridurre il livello di sottoassicurazione:

  • programmi di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa, finanziata sia dalle imprese assicuratrici sia dallo Stato;
  • creazione di programmi di micro-assicurazione;
  • partnership pubblico-privato per ridurre il protection gap;
  • sviluppo di progetti per diffondere nuovi prodotti, che rispondano alle esigenze di un mondo ormai digitalizzato;
  • minore complessità e maggiore trasparenza delle polizze;
  • consulenza per individuare la “scopertura” assicurativa, in particolare delle imprese;
  • rispetto dei principi chiave di assicurabilità da parte delle autorità di regolamentazione;
  • schemi assicurativi obbligatori, che potrebbero dare un forte impulso al livello di penetrazione assicurativa;
  • facilitazione dello scambio e della raccolta di dati con riguardo  a fenomeni assicurativi di difficile quantificazione.