Screen Shot 2015-05-26 at 14.54.50Sono 21 le tipologie di famiglie italiane e hanno esigenze di welfare molto diverse tra loro: lo spiega la Seconda edizione del Rapporto sul Neo-Welfare del Gruppo Assimoco “Un Neo-Welfare per la famiglia 2.0. Cooperare e proteggere i bisogni della società reale”. L’Italia, come suggerisce l’Onu, deve fare come la Danimarca e imparare a costruire un modello di welfare sostenibile.

Dati alla mano, l’88,3% delle famiglie ha cercato di fare il meglio che poteva col reddito complessivo a sua disposizione, il 43,9% ha svolto lavori e lavoretti aggiuntivi per incrementare le disponibilità familiari, mentre l’87,2% delle famiglie ha imparato a consumare meglio, mentre il 51,1% ha risparmiato per poter restare “liquido” in vista di possibili imprevisti o per l’incertezza circa gli eventuali investimenti da fare. Ben l’80,2% ammette di essersi abituata a vivere in maniera più sobria.

Nel Rapporto (che ha preso in esame un campione di 1500 capifamiglia) è emerso che il processo di metabolizzazione positiva della crisi sta inducendo anche una maggiore sensibilità verso i grandi rischi che possono investire la famiglia, tanto più che la protezione del sistema pubblico e quella derivante dalla tradizionale solidarietà familiare non forniscono ormai più un livello si sicurezza sufficiente.

L’esigenza percepita di una maggiore copertura dei grandi rischi per la famiglia riguarda più di metà degli intervistati: il 55,9%per una grave malattia del capofamiglia, il 53,9% per gli infortuni del medesimo, il 53,3% per l’invalidità/non autosufficienza permanente sempre di quest’ultimo. Soprattutto, visto la quota relativamente limitata dei già assicurati (tra il 18 e il 23%), è interessante verificare come la consapevolezza di doversi assicurare ex-novo o di doversi assicurare di più rispetto a oggi tocchi complessivamente percentuali che si aggirano attorno all’80% degli intervistati.

fonte: Estratto da Comunicato Stampa Assimoco