Marco Passafiume assumerà l’incarico di CEO di Popolare Vita e Avipop dalla primavera 2018

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Nelle scorse settimane su Il Sole 24 Ore si leggeva che…

La joint venture nella bancassurance tra Cattolica e Banco Bpm dovrebbe vedere la luce tra marzo e aprile del 2018. Il closing dovrebbe venir firmato immediatamente a valle, di fatto, della chiusura dell’accordo con il Gruppo Unipol.

Nel mentre, però, Cattolica non intende perdere tempo e ha già iniziato a definire la squadra che prenderà il timone dell’iniziativa. In particolare, a valle dell’uscita di Carlo Barbera, ex responsabile della bancassurance delal compagnia approdato in Ubi Banca, l’amministratore delegato della joint venture, la cui nomina spetta al gruppo assicurativo, sarà Marco Passafiume. Il manager, oggi vice direttore generale e direttore commerciale di Ubi Pramerica sgr, dovrebbe arrivare in azienda a fine gennaio e di fatto sarà lui la persona di riferimento nella bancassurance a diretto riporto del direttore generale Carlo Ferraresi.

È già stato definito, inoltre, il team a supporto dell’iniziativa. Non a caso, recentemente, la compagnia guidata da Alberto Minali ha promosso ben sette dirigenti, due dei quali saranno destinati ad andare a rinforzare la squadra di Passafiume.

Si va completando, dunque, il quadro all’interno del quale si svilupperà un’iniziativa chiave per Cattolica. L’accordo con Banco Bpm è stato siglato il novembre scorso e legherà le parti per i prossimi 15 anni. La joint-venture bancassicurativa andrà a rimpiazzare i precedenti accordi sottoscritti dall’istituto con Aviva (in Avipop) e UnipolSai (Popolare Vita). Nel dettaglio, la compagnia veronese rileverà il 65% delle due joint venture precedenti per una cifra pari a Euro 853,4 milioni, a fronte di una valorizzazione complessiva di circa Euro 1,26 miliardi (suddivisi tra Euro 544,6 milioni di Popolare Vita e Euro 308,8 milioni per Avipop).

A Cattolica, come previsto dall’intesa, andrà la direzione e il coordinamento delle compagnie assicurative mentre a BancoBpm spetterà il potere di veto per questioni di rilevanza strategica. Sotto il profilo del finanziamento, il gruppo assicurativo ha gestito l’operazione attraverso l’emissione di un prestito subordinato da Euro 500 milioni che in occasione del lancio ha ricevuto richieste da 250 investitori per complessivi Euro 3 miliardi. (Il Sole 24 Ore)

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