di Alberico Imbriano, market analyst, EMFgroup con il contributo dello Studio Legale Magnani.

Lo scorso 8 ottobre si è svolta l’edizione 2019 di Health & MedMal Insurance Summit, l’evento organizzato da EMFgroup, dedicato al mondo dell’assicurazione salute e delle sanità integrativa che rappresenta un momento unico di incontro e confronto tra tutti gli operatori dell’assicurazione sanitaria in Italia. Tema di questa 7^ Edizione è stato Disrupting the Present, Building the Future, dalle Polizze ai Servizi e ha visto la partecipazione di quasi 700 operatori, rappresentanti di oltre 200 società, che hanno seguito con interesse le tavole rotonde e i vari company event, tra i quali quello organizzato da RBM Assicurazione Salute, Platinum Sponsor di Health Insurance Summit, e AmTrust, Platinum Sponsor del MedMal Insurance Summit.

Un percorso iniziato nel 2013, che ha visto l’evoluzione progressiva del settore che si sta spostando sempre più da una logica legata al paradigma sinistro/polizza verso la fornitura di servizi specializzati e ad alto tasso di innovazione e con focus sempre maggiore sulle tematiche legate alla prevenzione.

Oggi la Sanità Integrativa (c.d. «secondo pilastro sanitario») concorre, insieme alle polizze sulla salute individuali (c.d. «terzo pilastro sanitario») a supportare il Servizio Sanitario Nazionale nel garantire piena attuazione all’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Solo con la legge 833/1978 viene garantita una tutela universalistica del diritto alla salute; prima di tale data il diritto alla salute era tutelato tramite la presenza sul territorio di Casse di Categoria, Società di Mutuo Soccorso, Enti Assistenziali etc… che peraltro non riuscivano a garantire il “bisogno di salute” della totalità della cittadinanza.

Preliminarmente è necessario definire cosa sono i Livelli Essenziali di Assistenza: i LEA rappresentano le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale.

Il percorso normativo che ha caratterizzato l’evoluzione del Secondo Pilastro è stato lungo e per numerosi aspetti risulta ancora non attuato pienamente; possiamo affermare che dal 2009, con il cd Decreto Sacconi, il legislatore non è più intervenuto in maniera sostanziale sul settore.

Un punto da cui partire per analizzare il complesso sistema che costituisce il Secondo Pilastro Sanitario è rappresentato dall’Anagrafe dei Fondi Sanitari istituita e aggiornata dal Ministero della Salute.

L’iscrizione del Fondo Sanitario all’Anagrafe rappresenta il requisito imprescindibile per accedere alle agevolazioni fiscali previste dagli art. 10 e 51 del T.U.I.R. .

L’Anagrafe dei Fondi Sanitari si divide in due sezioni:

  • Sezione A, a cui sono iscritti i Fondi Sanitari che erogano esclusivamente prestazioni sanitarie e socio-sanitarie Extra-LEA, ovvero i cosiddetti Fondi Sanitari Integrativi.
  • Sezione B, a cui sono iscritti i Fondi Sanitari che erogano prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, secondo quanto stabilito dai propri statuti e regolamenti, che possono comprendere sia prestazioni sanitarie comprese nei LEA che prestazioni Extra-LEA integrative rispetto a quelle garantite dal SSN, in cui sono registrate le Casse, gli Enti e le Società di Mutuo Soccorso aventi esclusivamente fini assistenziali; il requisito che il legislatore pone per l’iscrizione in questa sezione è rappresentato dal rispetto della Soglia delle Risorse Vincolate; tale soglia è rispettata se il fondo, su base annua e al netto delle spese di gestione, eroga a favore dei propri iscritti prestazioni sulla Non Autosufficienza e per le prestazioni relative alla cura/salute dentale non inferiori al 20% del complessivo erogato.

Dal 2010 al 2017, il numero dei Fondi Sanitari è cresciuto in maniera lenta, ma costante, passando da 267 nel 2010 a 322 nel 2017; nel dettaglio alla fine del 2017 si contano:

  • 313 fondi iscritti nella sezione B, di cui 12 rappresentano fondi che si sono iscritti per la prima volta;
  • 9 fondi iscritti nella sezione A, di cui 1 iscritto per la prima volta.

La natura giuridica dichiarata dai Fondi Sanitari attestati nell’anno 2017 è stata prevalentemente di Associazione non Riconosciuta, e riguarda 267 fondi sanitari su 322; i fondi sanitari che come forma giuridica hanno adottato quella di Società di Mutuo Soccorso erano, nel 2017, 42, numero più che doppio rispetto a quello del 2010.

A livello complessivo il totale delle prestazioni erogate nel 2017 dal totale dei fondi sanitari iscritti all’anagrafe è stato pari a circa Euro 2,3 mld, +4% rispetto al 2016. Per lo stesso periodo si registra un incremento del numero complessivo di iscritti pari al 16%, che si attesta a fine 2017 a circa 11 mln, di cui circa il 63% sono Lavoratori Dipendenti.

Analizzando nel dettaglio i dati relativi alla sezione B, dei circa Euro 2,3 mld di prestazioni erogate, circa Euro 750 mln rappresentano Prestazioni Sanitarie Vincolate, di queste il 68% sono rappresentate da prestazioni di Assistenza Odontoiatrica, seguono le Prestazioni finalizzate al Recupero della Salute, circa il 20%, mentre il restante 12% è rappresentato da Prestazioni Sanitarie e Sociali.