PLTV riporta articolo da Il Sole 24 Ore del 5 ottobre 2019.
Il mercato si conferma concentrato e operano soprattutto player esteri. 

Di fronte all’aumento delle tariffe e al peso rilevante del fisco(se ne va in tasse il 22,5% del premio versato), le strutture sanitarie pubbliche preferiscono sempre più non assicurarsi dall’Rc sanitaria. Lo evidenziano nuovamente i dati Ivass: continua a crescere l’utilizzo della cosiddetta auto-ritenzione del rischio da parte delle strutture pubbliche,con accantonamenti a tale scopo pari a 592 milioni nel 2017 (non sono ancora disponibili i dati 2018), oltre il doppio dei premi pagati per l’assicurazione tradizionale.

La legge Gelli-Bianco consente alle strutture sanitarie di gestire internamente, in tutto o in parte, il rischio Rc sanitario. Ma questa formula, chiamata autoassicurazione, al momento non è disciplinata pienamente e, secondo gli esperti, può spingere a sottovalutare il rischio effettivo e quindi a non accantonare abbastanza fondi in cassa per dare al paziente il giusto risarcimento. Il fenomeno è dovuto anche alla scarsità di compagnie disposte a operare in questo settore dove c’è poca concorrenza e il mercato risulta molto concentrato: nel 2018 le prime cinque imprese monitorate da Ivass hanno raccolto il 68,8% , quota che sale al 90,7% per le prime dieci imprese. La situazione peggiora nel pubblico: secondo la statistica, il 93,5% dei premi sottoscritti da strutture pubbliche è riconducibile a solo cinque imprese.

Nel business predominano gli esteri: la raccolta premi (presso il pubblico e i privati) da parte delle imprese italiane è pari a solo 103 milioni (17% del totale). Le italiane risultano invece più attive sul fronte delle coperture del personale sanitario dove raccolgono il 69% dei premi.

di questo si parla il giorno 8 ottobre 2019 durante l’evento http://www.healthinsurancesummit.it la partecipazione è gratuita.