Da come si legge dalla relazione annuale di IVASS, investigazioni sulle modalità di collocamento di prodotti CPI, da parte di primarie banche e società finanziarie, in quanto intermediari iscritti alla sezione D del RUI, ha messo in luce prassi diffuse di mancata acquisizione delle informazioni necessarie alla valutazione di adeguatezza dei contratti assicurativi offerti ai singoli clienti.

Sono comunque state segnalate numerose criticità nei comportamenti attinenti alle modalità di vendita e di gestione di tali prodotti da parte sia delle imprese di assicurazione che delle banche/finanziarie distributrici.

In particolare, per un’impresa leader del segmento, a seguito degli accertamenti ispettivi, è stato chiesto di rivedere i prodotti commercializzati per renderli maggiormente aderenti alla tipologia di clientela che si intende raggiungere e di introdurre un questionario sanitario in luogo di una prestampata “dichiarazione di buono stato di salute” per evitare contestazioni in sede di sinistro.