Marco-Vecchietti
Marco Vecchietti, amministratore delegato di RBM Assicurazione Salute

Da Euro 485 a Euro 569: è l’incremento della spesa sanitaria privata pro capite registrato nell’ultimo biennio (oltre Euro 80 a persona).

Il contributo medio richiesto per dotarsi di una forma di sanità integrativa di tipo collettivo è pari al 70% dell’ammontare della spesa sanitaria privata pro capite. Con la sola esclusione delle FS delle pubbliche amministrazioni l’adesione ad una FSI risulta mediamente meno onerosa del sostenimento in proprio della spesa sanitaria privata.

Per le famiglie si tratta di un aumento che si aggira attorno a Euro 700 a nucleo. Sale a quota 34,5 miliardi di euro la spesa sanitaria privata e ha registrato un incremento in termini reali del 3,2% negli ultimi due anni (2013-2015): il doppio dell’aumento della spesa complessiva per i consumi delle famiglie nello stesso periodo (pari a +1,7%). L’andamento della spesa sanitaria privata è tanto più significativo se si considera la dinamica deflattiva, rilevante nel caso di alcuni prodotti e servizi sanitari. È quanto emerge dalla ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute presentata in occasione del VI «Welfare Day».

Marco Vecchietti, Amministratore Delegato di RBM Assicurazione Salute, lancia un appello a Beatrice Lorenzin affinchè vengano coinvolte tutte le parti per definire nuove regole per una riforma della Sanità Integrativa: “Sono diversi mesi che il Ministro Lorenzin in occasione di eventi pubblici ricorda che il Governo ed, in particolare, il Ministero della Salute sono al lavoro su una Riforma della Sanità Integrativa.

In quest’ottica ritengo che possa essere di grande utilità l’avvio da parte del Ministero di un dialogo diretto con chi oggi è protagonista di questo settore attraverso un tavolo tecnico o un gruppo di lavoro che metta insieme Compagnie di Assicurazione e Fondi Sanitari (che, peraltro, nel 60% dei casi dei affidano la copertura dei rischi e l’erogazione delle proprie prestazioni sanitarie proprio al settore assicurativo) per rilevare – anche a partire dagli Studi presentati in questi ultimi anni – le specificità e le dimensioni economiche di questo settore e favorire la costruzione di un secondo pilastro sanitario più equo, effettivo ed universalistico”.

  1. Effettività delle prestazioni: la diffusione della sanità integrativa non può limitarsi esclusivamente alla dimensione della numerosità degli Assistiti ma deve avere come focus le prestazioni sanitarie garantite dalle
  2. Intermediazione della spesa OOP: la Sanità Integrativa andrebbe riorientata a partire dai bisogni effettivi dei cittadini ampliando il campo di azione delle FSI all’intero perimetro della spesa OOP
  3. Territorio: se la mission delle Forme Sanitarie è integrativa non si può prescindere dal rapporto con il Territorio (S.S.R.) nel quale vivono gli assistiti. Andrebbe valutata una declinazione territoriale delle policy delle FSI
  4. Nucleo familiare e ciclo di vita: fondamentale  recuperare  la  dimensione  del Nucleo Familiare e del ciclo di vita anche per la Sanità Integrativa
  5. Flessibilità: inserire elementi di maggiore flessibilità nelle FSI per consentire agli assistiti di adeguare ai propri bisogni di cura il livello di copertura garantito dai Piani Sanitari collettivi
  6. Livellare il campo di gioco: sono sempre più necessarie regole omogenee che disciplinino il settore intervenendo sulle modalità di gestione del rischio, sulla governance, sugli assetti organizzativi, sulle regole bilancistiche e di solvibilità delle FSI
  7. Fiscalità:
  • rimuovere la penalizzazione di natura fiscale che riguarda i versamenti effettuati alle FSI da parte dei soggetti aventi un reddito diverso da quello di lavoro dipendente perché il Secondo Pilastro in Sanità è un esigenza per tutti
  • collegare i benefici fiscali alla capacità di intermediazione effettiva della spesa sanitaria da parte delle FSI