Dalla relazione annuale dell’Inps pubblicata in questi giorni emergono risultati interessanti sul bisogno latente di coperture protection e previdenziali da parte degli Italiani.
In Italia e in Europa si registra un costante e progressivo invecchiamento della popolazione, determinato dall’aumento dell’aspettativa di vita e dal perdurante contenimento della fecondità al di sotto del livello di sostituzione delle generazioni.

Per misurare il livello di invecchiamento della popolazione si utilizzano vari indicatori demografici, fra cui l’indice di vecchiaia e l’indice di dipendenza degli anziani.
L’indice di vecchiaia è il rapporto demografico, definito come il rapporto percentuale tra la popolazione in età anziana (65 anni e più) e la popolazione in età giovanile (meno di 15 anni).

La seguente tabella mette in evidenza l’indice di vecchiaia nei Paesi Ue riferito all’anno 2012 (ultimo dato comparato disponibile).

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L’Italia si colloca al secondo posto nella graduatoria dell’indice di vecchiaia dei ventisette Paesi europei con 148,6 anziani ogni 100 giovani. La Germania è prima con un indice di vecchiaia del 155.8%. Fra gli Stati che presentano un indice al di sotto della media europea (114,1%) troviamo l’Irlanda (55,0%), la Francia (92,1%), il Regno Unito (96,2%) e i paesi del Nord Europa. I paesi che invece presentano un indice elevato sono, oltre ad Italia e Germania, Bulgaria, Grecia, Portogallo e Lettonia.

L’indice di dipendenza fornisce, invece, una misura del grado di dipendenza economico sociale tra le generazioni fuori e dentro il mercato del lavoro. L’indice di dipendenza è ottenuto rapportando la popolazione residente in età non attiva (da 0 a 14 anni e da 65 anni e oltre) sulla popolazione in età lavorativa (da 15 a 64 anni).Tale rapporto, che viene generalmente moltiplicato per cento, misura il carico demografico sulla popolazione in età attiva. L’Italia, con un valore del 53,5%, si colloca al quarto posto della graduatoria dell’indice di dipendenza, dietro Francia (55,5%), Svezia (55,1%) e Danimarca (53,9%). I Paesi di nuova adesione sono invece caratterizzati da un carico strutturale più basso, con valori sempre inferiori al 50%, a fronte di una media Ue del 50,2%.

Tra i 27 paesi dell’Unione europea anche Regno Unito, Belgio, Finlandia e Germania presentano una situazione di carico strutturale sostenuto, al di sopra del livello del 50,0%; seguono Portogallo e Grecia con un valore di dipendenza strutturale poco al di sopra alla media Ue.

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Tali indicatori contribuiscono a misurare il livello di invecchiamento dell’Italia e rappresentano i principali driver di crescita della spesa pensionistica e per coperture protection dei prossimi decenni, quando si registrerà un elevato innalzamento della domanda di prestazioni previdenziali e assistenziali.