Nei giorni scorsi l’attività ispettiva dell’Ivass (ex Isvap) «ha messo in luce prassi diffuse di collocamento delle coperture assicurative abbinate a mutui, prestiti e finanziamenti non accompagnate da valutazioni dell’adeguatezza del contratto offerto. Chiunque assuma la veste di intermediario “contraente interessato” non può, invece, sottrarsi dall’applicare tutte le disposizioni in materia di esercizio dell’intermediazione assicurativa». La richiesta ufficiale: effettuare le prescritte verifiche di adeguatezza dei contratti, oltre a un monitoraggio che faccia emergere comportamenti scorretti.

Lo Sna (sindacato nazionale agenti di assicurazione) sottolinea che quello dell’Ivass è un allarme che ricalca quello più volte da loro lanciato. «Troppo spesso le pratiche commerciali di alcune banche sono incompatibili con i doveri di correttezza e buona fede nei confronti dei clienti», inoltre «troppo spesso la proposta di una polizza assicurativa a garanzia del mutuo o del prestito, fatta dalla medesima banca che concede il prestito, non suona come una proposta ma come un obbligo, al quale il cliente si sottopone per evitare che la pratica di mutuo possa essere respinta. Il costo di queste coperture, a volte, supera i diecimila euro. Tale costo si traduce, a volte, in un maggiore onere a carico di chi si trova in difficoltà e deve ricorrere ad un prestito».

Demozzi, presidente dello SNA, conferma: «Abbiamo ricevuto molti reclami e infatti l’indagine che l’Ivass ha aperto ha messo in luce che non sono stati rispettati i principi di correttezza. Per esempio c’è l’obbligo di presentare tre preventivi al cliente, che inoltre ha il diritto di attrezzarsi per conto proprio con preventivi di assicurazione da applicare al mutuo. Di fatto invece il cliente è passivo, è molto debole nei confronti della banca. Il risultato: raramente si può scegliere fra tre opzioni e al contrario qualunque proposta che arriva dalla banca la si accetta. A fronte di questi risultati credo che la legge avrebbe fatto meglio a vietare completamente la pratica».

«In Trentino ad esempio — continua il presidente nazionale Sna — per un buon periodo questa prassi era evitata. Ora invece lo squilibrio contrattuale è peggiorato. Il problema è che le banche hanno problemi di redditività e i prodotti assicurativi invece garantiscono buone entrate. Ricordiamoci però che questa pratica si traduce in un costo aggiuntivo per l’utente, costretto a sborsare dai 5 ai 1o.ooo euro di polizza, per di più anticipando l’importo. Se il cliente della banca fosse costretto a rivolgersi al libero mercato per cercare la polizza sarebbe meglio».

Un invito ai clienti infine: «Diffidate dei pacchetti tutto compreso e tornate alla modalità tradizionale. Mettete in concorrenza le banche sul piano dei mutui e i broker per i preventivi sulle assicurazioni. In modo da scegliere la polizza più adatta, che magari è anche la meno costosa» chiude Demozzi.

riproduzione Intermedia Channel da Corriere del Trentino