Sempre più consulenti creditizi si stanno specializzando nei finanziamenti alle imprese di piccole medie dimensioni, considerandole un’area di business di ampie opportunità.
Così anche le compagnie di assicurazioni, ritengono le PMI un segmento di valore in quanto sia gli imprenditori che i dipendenti del settore delle PMI risultano un target poco assicurato soprattutto in caso di eventi imprevisti.
Si sta sempre più ampliando infatti l’offerta protection sia del tipo creditor protection che perdita dell’uomo chiave.

Artigiancassa nel suo ultimo report “Osservatorio Nazionale sul credito delle PMI” fornisce indicazioni precise sui trend dei finanziamenti alle PMI. Indicazioni utili per tutti coloro che considerano le PMI il loro target clienti più importante.

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Diminuisce ancora nel primo trimestre 2013 la percentuale delle PMI che si sono recate in banca per chiedere un fido o la rinegoziazione di un fido esistente (dal 14,7% al 12,0% del 2012) e ciò è vero ancor di più per le imprese artigiane (dal 14,2% al 9,5%) e man mano che ci si sposta verso Sud.
In questo contesto l’accesso al credito per le PMI si è fatto ancora più difficile, con un ulteriore allargamento della forbice fra l’area di stabilità (percentuale delle imprese che hanno visto accolta la propria richiesta di credito con un ammontare pari o superiore) e quella di irrigidimento (percentuale delle imprese che hanno visto accolta la propria richiesta di credito con un ammontare inferiore a quello richiesto sommate a quelle che hanno visto respinta la propria richiesta). In recupero sembra la situazione delle imprese artigiane per le quali l’area di irrigidimento si è sensibilmente ridotta.
In questo quadro di generale riduzione dell’accesso al credito, si rileva un arretramento del Nord Ovest e un recupero del Nord Est (dove le due aree sopra definite ormai si equivalgono) e del Mezzogiorno (dove la differenza fra di esse si riduce, pur rimanendo la situazione per le imprese molto difficile).
La finalità del fido resta prevalentemente quella di soddisfare le esigenze di cassa.

In ogni caso, nel primo trimestre 2013, dopo un trimestre di stabilità, si deve registrare un peggioramento dei tassi di interesse imposti dalle banche alle imprese, con riferimento particolare proprio a quelle artigiane.
Anche le altre condizioni al credito continuano a peggiorare, ma in questo caso con meno evidenza per le imprese artigiane.
La ripartizione dei finanziamenti a breve e a medio lungo termine evidenzia che i finanziamenti di maggiore durata rappresentano oltre due terzi del totale, percentuale che si è mantenuta pressoché costante da dicembre 2010. Si tratta di un dato importante in quanto la minore incidenza dei finanziamenti a breve termine (32,8%) a favore di quelli a medio e lungo termine (67,2%) è indice di una migliore qualità del credito consentendo, ai soggetti che ne hanno fatto ricorso, una migliore programmazione degli investimenti.

Complessivamente i finanziamenti in essere alle Piccole Imprese sono cresciuti di Euro 5.684 milioni passando da Euro 186.578 milioni di dicembre 2009 a Euro 192.262 milioni di euro di dicembre 2012, facendo registrare un incremento pari al 3%.

Lo Studio, che ha raggiunto il suo quarto numero, attraverso la cadenza trimestrale permette un continuo aggiornamento delle tendenze e dei fenomeni e rende l’Osservatorio uno studio in questo momento unico nel suo genere.
L’Osservatorio nazionale sul credito per le PMI è realizzato per Rete Imprese Italia da Artigiancassa.