pltv_1x2_banca d'italiaQuesti dati si evincono nella relazione annuale di Banca d’Italia presentata lo scorso 31 maggio.
In particolare tra il 2006 e il 2012 la quota dei nuovi finanziamenti concessi ai giovani (meno di 35 anni) è diminuita dal 42 al 35% e quella a favore di extracomunitari dal 10 al 4%.

Inoltre si legge che nel 2012 le erogazioni di mutui sono state pari a Euro 26 miliardi, circa la metà di quelle di un anno prima, anche per la diminuzione di surroghe e sostituzioni.

Diversi fattori hanno contribuito al rilevante calo delle erogazioni, almeno secondo la Banca d’Italia. La domanda di mutui si è fortemente indebolita per la marcata contrazione del reddito disponibile e per la ridotta capacità di risparmio delle famiglie.
La selettività delle banche è rimasta molto elevata a causa del peggioramento delle prospettive dell’attività economica e, in particolare, di quelle del mercato immobiliare.
Le restrizioni sulle quantità, molto forti nel primo semestre, si sono attenuate nella seconda parte dell’anno, quando le banche hanno agito principalmente attraverso i margini applicati sui prestiti, soprattutto su
quelli concessi ai mutuatari più rischiosi.
Le condizioni di offerta dei nuovi mutui sono nel complesso rimaste invariate o in
lieve peggioramento rispetto al 2011. In base ai dati dell’Indagine regionale sul credito bancario condotta dalle sedi regionali della Banca d’Italia, la percentuale di mutui con un rapporto tra prestiti e valore dell’immobile (loan to value) superiore all’80 % è diminuita dal 6 al 5% delle erogazioni; il valore medio del loan to value si è ridotto dal 60 al 59%.
La durata media dei nuovi mutui è risultata stabile nel 2012 (22 anni), mentre la percentuale di quelli con durata pari o superiore a 30 anni è aumentata (dal 25,0 al 26,3 % delle erogazioni).