pltv_1x1_141Capire quanto si è “avanti” nella Compliance imposta dalla 141 è il primo passo per realizzare i propri obiettivi di crescita e per creare valore per la propria società

EMFgroup e Value Process hanno lanciato da qualche giorno una indagine sul livello di Compliance ad oggi esistente presso le società di mediazione creditizia. L’obiettivo è quello di offrire uno strumento utile agli operatori sul mercato per prendere maggiore consapevolezza di dove si è e su cosa si dovrebbe fare per essere compliant alla 141.

Verrà inviato un REPORT GRATUITO e CONFIDENZIALE a tutti coloro che partecipano alla survey sull’eventuale gap della propria società rispetto al livello di compliance richiesto.

Da una prima survey condotta da EMFgroup su un panel di società di consulenza creditizia medio piccole nello scorso mese di marzo è emerso che molte erano ottimiste su quanto era stato fatto in termini di compliance al loro interno, una buona parte invece dichiarava che si sentivano ancora inadeguate, ma non erano consapevoli  su cosa avrebbero dovuto fare esattamente e non riuscivano a quantificare quali investimenti avrebbero dovuto sostenere. Oggi si dice infatti da più parti che le società di mediazione debbano sostenere almeno il 40% di costi in più rispetto al passato. Per l’Organismo, la compliance è un argomento “caldo” oggetto di molta attenzione soprattutto in questi giorni.

EMFgroup vuole proporre al mercato questa survey, strutturata insieme a Value Process (www.valueprocess.it), società specializzata nella organizzazione e compliance, per offrire agli operatori e al mercato uno strumento che possa misurare “il proprio termometro” del gap medio rispetto a quello desiderato.
L’obiettivo di questa survey è di fornire agli operatori del mercato uno strumento concreto di come stanno progredendo sulla “via della 141”, nei vari aspetti chiave della compliance fra cui:

testo Compliance

Tutti coloro che partecipano a questa survey riceveranno un report di diagnosi del proprio “livello di compliance” rispetto a quello “desiderato” dall’OAM, mettendo in luce le “spie rosse” del suo business.

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