Massimo MarchesiUFI (Unione Finanziarie Italiane) ha ottenuto dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) un parere che palesa l’improrogabile necessità di modificare l’attuale Titolo VI bis TUB (riguardante gli Agenti in attività finanziaria e i Mediatori creditizi) essendo emersi alcuni profili di discriminazione nei riguardi degli agenti in attività finanziaria che operano per conto degli Istituti di Pagamento autorizzati dalla Banca d’Italia ex art. 128-quater co. 7 TUB.

L’AGCM, con nota del 4 febbraio 2015, ha sottolineato come il requisito di iscrizione nella “sezione speciale” dell’Elenco OAM non è previsto tra quelli delineati per lo svolgimento dei servizi di pagamento nella Direttiva 2007/64/CE (c.d. Direttiva PSD). Tale riserva di attività, applicata solo agli agenti in attività finanziaria che operano per conto degli Istituti di Pagamento autorizzati dalla Banca d’Italia ha determinato l’applicazione di oneri differenti, rispetto a quelli previsti per i prestatori di servizi di pagamento attivi in Italia, ma autorizzati in un diverso Stato membro d’origine.

L’AGCM ha ritenuto che i vincoli imposti – in termini di riserva di attività, obblighi contributivi e di aggiornamento professionali – comportino una discriminazione per gli operatori nazionali rispetto a quelli esteri.

Vi è quindi una evidente penalizzazione per gli operatori italiani, gravati di specifiche contribuzioni economiche e di obblighi di aggiornamento professionale non previsti in ambito comunitario.

Il quadro normativo vigente in Italia è incoerente con i principii affermati dalla Legge 28/11/2005 n. 246, e dalla L. 24 dicembre 2012 n. 234 che vieta norme o prassi nazionali che possano produrre effetti discriminatori rispetto al trattamento garantito nell’ordinamento italiano ai cittadini dell’UE.

“Alla luce anche del Parere espresso dall’AGCM, considerata l’imminente attuazione anche nel ns. Ordinamento della Direttiva 2014/17/UE e l’abnorme incremento dell’abusivismo avuto in Italia dopo il varo della Riforma operata con D.Lgs. 141/2010 l’UFI ritiene necessaria una pronta modifica della legislazione nazionale vigente, al fine di evitare una generalizzata disapplicazione della stessa ove contrastante con la disciplina comunitaria, con conseguenti rischi legali e reputazionali anche per l’Organismo previsto dall’art. 128-undecies TUB detentore della “Sezione speciale” dell’Elenco degli Agenti in attività finanziaria” – così sottolinea 1×1, segretario generale UFI.

fonte: Comunicato Stampa UFI