Il sistema di firma grafometrica, già attivo in 1.600 filiali e utilizzato da oltre 320 mila clienti, sarà presto disponibile anche per mutui e prestiti.

Il sistema di firma grafometrica FirmaMia di Unicredit è atteso essere esteso a breve anche ai contratti relativi a mutui, prestiti al consumo e finanziamenti alle imprese, oltre ad essere già attivo per investimenti e titoli.

Già attivo in 1.600 filiali della banca e in rapida estensione alla totalità della rete della banca, FirmaMia consente al cliente di sottoscrivere contratti e moduli relativi alle più comuni operazioni bancarie in modalità elettronica anziché su carta, con vantaggi per i clienti sia in termini di sicurezza, grazie alla verifica immediata delle caratteristiche biometriche della firma, sia di praticità e alleggerimento burocratico.

L’innovazione ha già riscosso notevole successo, tanto è vero che sono oltre 320 mila i clienti UniCredit che hanno già attivato il servizio, utilizzandolo per sottoscrivere con tale modalità il 75% dei moduli che scambiano con la banca. Sono quindi già oltre 110 mila i contratti digitalizzati, inviati al cliente via e-mail e banca via internet per una comoda archiviazione, con un notevole vantaggio ambientale.

“Uno dei pilastri del piano industriale che abbiamo presentato di recente – ha sottolineato Gabriele Piccini, country chairman di UniCredit – è la trasformazione della banca commerciale attraverso significativi investimenti nell’innovazione e digitalizzazione finalizzati alla crescita dei ricavi e all’ottimizzazione dei costi di servizio. Nel concreto, questo si sta già traducendo in una sempre crescente integrazione della rete fisica con quella digitale, nell’estensione dell’operatività fuori sede, nella digitalizzazione di molte attività. Con FirmaMia abbiamo unito la tecnologia a una profonda revisione dei nostri processi di vendita, con l’obiettivo di semplificare l’interazione con i clienti, migliorarne l’esperienza e aumentare la sicurezza”.
“FirmaMia – conclude Piccini – è inoltre un decisivo passo verso un processo di digitalizzazione che nei prossimi anni estenderemo anche all’archivio esistente, con enormi vantaggi in termini di spazi, oltre che di tempi e potenzialità di ricerca”.