Oggi Unicredit ha presentato il Nuovo Piano Industriale TEAM 23 che si basa su 4 pilastri.

Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di UniCredit S.p.A, ha dichiarato: “Grazie all’instancabile impegno di tutti i colleghi, abbiamo portato a termine con successo Transform 2019, superando i target chiave e ponendo solide basi per il piano strategico 2020-2023, Team 23. Ciò dimostra che sappiamo come raggiungere gli obiettivi in ogni contesto macroeconomico.

In seguito alle nostre azioni decise e alla nostra attenzione rigorosa al de-risking e al rafforzamento dello stato patrimoniale, oggi UniCredit ha una solida base di capitale. Sulla base del successo di Transform 2019, contiamo di aumentare la nostra distribuzione di capitale per il 2019 al 40 per cento, il doppio rispetto al target iniziale del piano, compresa la proposta di riacquisto di azioni del 10 per cento.

Team 23 è incentrato sulla massimizzazione della creazione di valore per gli stakeholder, inclusa una rinnovata attenzione alla soddisfazione del cliente grazie a processi semplificati e a prodotti innovativi nonché a un maggiore ritorno per gli azionisti. Durante l’arco del piano prevediamo di generare 16 miliardi di valore per gli investitori tramite una combinazione di dividendi, riacquisti di azioni e incremento del patrimonio tangibile. Continueremo a far leva sui nostri vantaggi competitivi: la rete presente in Europa occidentale, centrale e orientale, la posizione di banca di riferimento per le PMI Europee e l’ampia e crescente base di clienti. Per tutta la durata del piano continueremo a cogliere le opportunità commerciali mantenendo allo stesso tempo uno stretto controllo su rischio, disciplina nell’esecuzione e controllo dei costi.”

1. Aumento e rafforzamento della base di clienti

Mentre Transform 2019 era incentrato sul conseguimento di una maggiore efficienza del Gruppo e sul de-risking del bilancio, il nuovo piano strategico ha la priorità di far crescere e rafforzare la clientela paneuropea, ampliando e approfondendo le relazioni con i clienti. Alcuni esempi di iniziative in corso:

  • Fare leva sulla posizione di UniCredit come banca di riferimento per le PMI europee. Tra i principali fattori di successo vi sono la presenza locale di lunga data della banca nei suoi mercati, un unico modello di servizio in tutta la sua rete paneuropea, la gamma completa di prodotti e servizi corporate forniti dalla divisione CIB pienamente integrata. Obiettivo di ricavi da PMI a €2,3 mld nel 2023, con CAGR del +3 per cento in Europa occidentale12 e CEE13.
  • Riprogettazione dell’offerta di prodotti e servizi per i privati attraverso miglioramenti dei modelli di servizio e distribuzione, incluso il proseguimento della migrazione delle transazioni verso canali diretti. L’impiego dei canali digitali è previsto in aumento durante il piano dal 45 per cento dei clienti nel 2018 al 60 per cento nel 2023. L’esperienza del cliente in filiale migliorerà e convergerà progressivamente verso quella digitale.
  • Pieno utilizzo della posizione di leadership e del potenziale economico nella regione CEE con una strategia commerciale potenziata, guidata da una chiara attenzione al cliente e facendo leva al tempo stesso sul miglioramento dei processi digitali e sulla rete internazionale. Si prevede che la regione CEE aumenterà i ricavi core15 con CAGR del +2 per cento dal 2018 al 2023.
  • Nuove e flessibili metodologie di lavoro per ridurre il time to market.Si stima che la crescita e il rafforzamento della base paneuropea di clienti produrranno ricavi resilienti, malgrado il contesto di tassi d’interesse negativi, con ricavi per €19,3 mld nel 2023, CAGR del +0,8 per cento dal 2018 al 2023. In Europa occidentale3 i ricavi sono previsti in crescita con CAGR del +0,5 per cento, mentre nell’Europa centro-orientale i ricavi cresceranno con CAGR del +2,0 per cento dal 2018 al 2023.I target per i ricavi del piano Team 23 si basano su ipotesi pragmatiche, che includono previsioni per i tassi d’interesse più conservative rispetto a quelle del mercato. Il piano stima l’Euribor a 3 mesi a fine periodo a circa -50 pb tra il 2019 e il 2022, in rialzo a -40 pb nel 2023.

    2. Trasformazione e massimizzazione della produttività

    La riduzione dei costi è stata una componente essenziale del successo di Transform 2019. I costi operativi sono stati ridotti da €12,2 mld16 nel 2015 a €10,1 mld17 nel 2019, valore quest’ultimo che si confronta con un target iniziale di €10,6 mld al Capital Markets Day 2016.

    Il controllo dei costi combinato con il miglioramento della customer experience rimane una priorità per Team 23. Partendo dal lavoro iniziato con Transform 2019, la banca sta avviando un’ottimizzazione permanente dei processi operativi attraverso sei customer journeys: conti correnti, prodotti d’investimento, mutui residenziali, consumer finance, carte e banking per le PMI. Team composti da tutte le funzioni del Gruppo, tra cui business, IT e supporto lavoreranno insieme nelle cosiddette stanze ‘end-to-end’ al fine di consegnare nuovi prodotti e servizi ai clienti in modo più rapido e snello.

    Attraverso la continua trasformazione e semplificazione dei processi, il Gruppo raggiungerà tre obiettivi principali:

  • Miglioramento della customer experience
  • Aumento della produttività in tutta la catena di valo
  • Riduzione del rischio operativo
    • La dematerializzazione dei processi, che porterà alla banca retail paperless, produrrà risparmi di costo per il Gruppo pari a oltre €150 mln18 l’anno entro il 2023. L’eliminazione della carta consentirà alla banca di implementare lo straight-through processing (STP), che velocizzerà le transazioni, consentirà lo scambio di documenti digitali tra la banca e i clienti e offrirà una gamma più ampia di contratti digitali, facilitando il maggiore utilizzo della firma digitale. L’avvio della banca retail paperless inizierà in Italia a metà del 2020 e proseguirà in Germania e Austria nel 2021 per i prodotti core e nella regione CEE entro il 2023.Offerta dell’intera gamma di prodotti della divisione CIB, perfettamente integrata, a tutti i clienti della rete paneuropea del Gruppo, inclusi PMI, aziende, Private Banking, Wealth Management e istituzioni finanziarie. I ricavi da clienti della divisione CIB saliranno con CAGR del +3 per cento dal 2018 al 2023.

      A integrazione di questo deciso impegno ad aumentare e rafforzare la base paneuropea di clienti, nel nuovo piano c’è una forte attenzione al miglioramento dell’esperienza del cliente. Ciò prevede un approccio pluridimensionale che include:

      Digitalizzazione per semplificare i processi e migliorare il customer journey. Un esempio è la significativa riduzione del numero di firme e del tempo necessario per aprire un conto correnteUtilizzo delle opinioni dei clienti con metodologie NPS (Net Promoter Scores) per definire meglio le iniziative cui dare priorità per migliorare specifici customer journey. I feedback dei clienti e data analytics saranno inoltre impiegati per soddisfarne proattivamente le esigenze e le aspettative.

      L’aver ampiamente fatto meglio dei target di costo iniziali di Transform 2019 ha permesso al Gruppo di aumentare gli investimenti in IT. Nel nuovo piano gli investimenti totali in IT cresceranno del 17 per cento rispetto al piano precedente, con un investimento medio di €900 mln l’anno su base cash-out. Il mix della spesa IT sarà inoltre centrale nel nuovo piano con un aumento della quota destinata a investimenti in iniziative su costi e produttività19, quali la riprogettazione dei processi lavorativi nelle stanze permanenti ‘end-to-end’. La spesa totale in IT nei quattro anni del piano sarà pari a €9,4 mld, inclusi gli investimenti IT nonché quelli HR, costi di manutenzione e per la sicurezza informatica e la spesa per consulenze20.

      Nell’ambito del nuovo piano, nel 2023 i costi totali ammonteranno a €10,2 mld con un CAGR del -0,2 per cento dal 2018 al 2023. La continua ottimizzazione dei processi, supportata dai maggiori investimenti in IT, consentirà alla banca di conseguire risparmi lordi in Europa occidentale3 per €1 mld, pari al 12 per cento della base di costo 2018. Circa l’ottimizzazione della rete di filiali vedrà ulteriori chiusure di circa 500 unità a livello di Gruppo tra il 2019 e il 2023. I costi di integrazione associati saranno pari per l’Europa occidentale a €1,4 mld, al netto delle imposte, che saranno rilevati nell’esercizio 2019 e 2020-22.

      Grazie all’attuazione delle iniziative sui ricavi e alla continua ottimizzazione dei costi, la banca prevede di produrre una leva operativa positiva di 5,2 p.p. tra il 2018 e il 2023.

      3. Gestione disciplinata del rischio & controlli

      La rigorosa attenzione al rischio di credito e alla qualità dell’attivo è stata un elemento portante del successo di Transform 2019 e resta un elemento centrale di Team 23. Il Gruppo manterrà la disciplina nell’erogazione del credito, puntando alla clientela con i rating migliori. Il monitoraggio e la gestione del rischio di credito saranno ulteriormente rafforzati mediante l’impiego di nuove tecnologie e fonti di dati. L’approvazione automatica del rischio sarà utilizzata per alcuni segmenti e prodotti selezionati, con impiego durante la fase di pre-valutazione di avanzati sistemi di data analytics. Partendo dall’esperienza maturata con Transform 2019, la banca continuerà a gestire proattivamente le esposizioni creditizie deteriorate (NPE) per ottimizzare valore e capitale.

      Le esposizioni deteriorate lorde di Gruppo sono previste inferiori a €20 mld alla fine del 2023, con una consistente riduzione di quasi €60 mld dalla fine del 201524. Il completo rundown del portafoglio Non Core è confermato entro fine 2021, con l’ammontare delle esposizioni deteriorate lorde inferiore a €9 mld entro la fine del 2019 rispetto al target originale di €19,2 mld di Transform 2019 e inferiore a €5 mld entro la fine del 2020. Il target per il rapporto tra esposizioni deteriorate lorde e crediti totali lordi di Gruppo è fissato sotto il 3,8 per cento entro la fine del 2023, mentre il costo del rischio è previsto a 40 pb nel 2023.

      Il rischio operativo resta un’importante area di attenzione per il Gruppo, con il rafforzamento dei controlli sul business e dei processi di governance in tutte le società del Gruppo. L’intensificazione del focus sui controlli per prevenire reati finanziari e su KYC include una migliore supervisione mediante requisiti di compliance centralizzati e più rigorosi, oltre alla rotazione di personale tra funzioni di business e funzioni di controllo. I dipendenti restano la prima linea di difesa contro il rischio operativo. Il Gruppo pertanto continuerà a investire e a promuovere la sua solida cultura incentrata sul principio “Fai la cosa giusta!”.

      4. Gestione del capitale e del bilancio

      Transform 2019 ha prodotto un significativo rafforzamento patrimoniale del Gruppo con l’incremento di €21 mld25 del capitale CET1, che ha portato il CET1 ratio al 12,6 per cento al 3trim19, con un incremento di 2,2 p.p. rispetto alla fine del 201526. Un CET1 MDA buffer di 200- 250 pb sarà mantenuto per tutto l’arco del piano Team 2327, indipendentemente dal contesto, mentre i TLAC/MREL MDA buffer saranno nella fascia superiore del range tra 50-100 pb. Il SREP Pillar 2 Capital Requirement (P2R) è stato ridotto di 25 pb a 175 pb9.

      L’allocazione del capitale è un elemento importante del modo in cui il Gruppo gestisce il bilancio. Il capitale è allocato proattivamente sulla base della performance finanziaria a livello di Paese28, segmento28 e singolo cliente29. Questo approccio è stato confermato con lo scioglimento, annunciato recentemente, di Koc Financial Services, la joint venture con Koc Group attraverso cui era detenuta la quota in Yapi ve Kredi Bankasi A.s. (Yapi). Con lo scioglimento della joint venture e con la cessione di una quota di circa il 9 per cento in Yapi, UniCredit ha creato flessibilità per gestire la restante partecipazione detenuta direttamente in Yapi.

      Il rafforzamento patrimoniale proseguirà con il continuo graduale allineamento del portafoglio di titoli sovrani nazionali a quelli dei concorrenti italiani ed europei e con la riduzione delle esposizioni infragruppo. Il vantaggio tangibile derivante da queste azioni è stato riconosciuto dagli upgrade dei rating UniCredit S.p.A da parte di S&P e Moody’s, annunciati a luglio di quest’anno.

      Grazie alla posizione patrimoniale significativamente rafforzata e alla continua disciplina nella gestione del rischio, il nuovo piano produrrà migliori rendimenti del capitale per gli azionisti:

      •   distribuzione di capitale pari al 40 per cento dell’utile netto sottostante4 per il periodo 2020-2022, di cui 30 per cento di pagamento in contanti dei dividendi e 10 per cento con riacquisto azioni
      •   distribuzione di capitale pari al 50 per cento dell’utile netto sottostante4 nel 2023, di cui 40 per cento di pagamento in contanti dei dividendi e 10 per cento con riacquisto azioni5

        Il nuovo piano genererà dunque consistente valore per gli azionisti, per complessivi €16 mld1 nel piano, di cui:

         €6 mld di dividendi cash
         €2 mld con riacquisti di azion

        Team 23 produrrà una redditività resiliente

        Transform 2019 ha conseguito un robusto miglioramento della redditività, con il RoTE10 di Gruppo più che raddoppiato dal 4 per cento nel 201516 al di sopra del 9 per cento30 nel 2019.

        Team 23 parte da questa base con l’impegno a ottenere una redditività sottostante resiliente. Malgrado il consistente incremento del requisito di capitale fissato dai Regolatori, il nuovo piano conseguirà utili sostenibili, con un RoTE10 pari a o superiore all’8 per cento per l’intero periodo del piano. L’utile netto sottostante si attesterà a €4,3 mld nel 2020 per salire a €5 mld nel 2023 sulla base di un’aliquota fiscale sottostante compresa tra 18 e 20 per cento lungo l’arco del piano.