Secondo l’ultimo bollettino di Banca d’Italia sulle economie regionali aggiornato al primo semestre 2013, i mutui per l’acquisto di abitazioni hanno registrato una lieve flessione in tutte le aree del Paese a eccezione del Centro, dove sono risultati sostanzialmente stabili. Nei primi sei mesi dell’anno i tassi di interesse sui mutui sono rimasti immutati sui livelli di fine 2012 nel Centro e nel Nord. Nel Mezzogiorno si sono invece ridotti di due decimi di punto, attestandosi a giugno al 4,1%; i tassi rimangono più elevati nel Mezzogiorno rispetto al Centro (4,0%), al Nord Ovest (3,8%) e al Nord Est (3,7%).

Dopo il picco toccato nella seconda metà del 2011, l’irrigidimento negli standard per l’accesso ai finanziamenti immobiliari si è attenuato nel Nord del Paese, mentre è proseguito nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno.

Segnali di miglioramento provengono in tutte le aree dalle condizioni di costo applicate alla media dei mutui e dalle quantità offerte. Sono invece aumentati gli spread applicati alla clientela più rischiosa e si è ridotto il rapporto tra ammontare del mutuo e valore dell’immobile (loan to value). Una certa cautela permane anche nelle condizioni di offerta dei finanziamenti per il consumo.

Dal lato della domanda, la debolezza del mercato immobiliare ha limitato le richieste di mutui da parte delle famiglie; anche la domanda di credito al consumo si è ridotta, più significativamente nelle regioni del Centro e del Sud.

Il credito al consumo erogato dalle banche e dalle società finanziarie è cresciuto nel Nord Est (3,2 % a giugno 2013) e, in misura più lieve, al Centro (1,2%); nel resto del Paese esso è risultato sostanzialmente invariato. In tutte le aree territoriali la dinamica del credito al consumo è stata sostenuta dalle società finanziarie, a fronte del debole andamento dei finanziamenti riconducibili alle banche.