unicredit-jean-pierre-mustierJean Pierre Mustier, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., ha dichiarato la settimana scorsa davanti alla comunità finanziaria a Londra il seguente:

“Abbiamo sviluppato un piano pragmatico basato su presupposti prudenti, con obiettivi concreti e raggiungibili, in funzione di leve di gestione del rischio e dei costi che sono saldamente sotto il nostro controllo.

Stiamo attuando misure decise per gestire i  problemi, ereditati dal passato, dei crediti deteriorati lordi (NPE) allo scopo di migliorare e sostenere la futura redditività corrente e diventare una delle banche più attrattive d’Europa.

Intendiamo trarre profitto dai nostri attuali vantaggi competitivi, quali la nostra esclusiva rete diffusa in Europa Occidentale, Centrale e Orientale, oltre a valorizzare i benefici del nostro lineare modello di Banca Commerciale (Commercial Banking) con un segmento Corporate & Investment Banking perfettamente integrato, implementandone la trasformazione.

Gli obiettivi del piano Transform 2019 si basano su presupposti prudenti fondati su cinque pilastri strategici precisi:

  • Rafforzare e ottimizzare il capitale
  • Migliorare la qualità dell’attivo,
  • Trasformare il modello operativo
  • Massimizzare il valore di banca commerciale
  • Adottare un Corporate Center di Gruppo snello, ma con forte potere di guida

 

…Sono previste ulteriori rettifiche su crediti per Euro 8,1 miliardi contabilizzate nel 4 Trim per far fronte all’eredità del portafoglio di crediti deteriorati italiani, che porterà a un’accelerazione della riduzione del portafoglio non-core con un obiettivo di esposizione netta di Euro 8,1 miliardi di euro entro il 2019.

unicredit towerL’eredità del portafoglio crediti italiani risale per la maggior parte a prima del 2011 mentre l’attuale profilo di rischio dell’erogazione del portafoglio core è solido e in ulteriore miglioramento; infatti, i tassi di default dei primi 12 mesi sono diminuiti in maniera costante nel corso degli ultimi tre anni. L’attuale rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale dei crediti di Gruppo risente del portafoglio Non Core, che guida un incremento di tale rapporto dal 5,7% per la parte Core del Gruppo – in linea con la media EBA (del 5,4%) – al 15,1% a livello complessivo di Gruppo.

Inoltre, la banca sta procedendo a rafforzare i propri processi al fine di ridurre ulteriormente il profilo di rischio del portafoglio di crediti deteriorati dall’erogazione e monitoraggio fino al recupero. Ad esempio, per quanto riguarda il Commercial Banking in Italia, il processo di sottoscrizione di determinati portafogli selezionati (immobiliare, project financing) è stato centralizzato; ci si concentra maggiormente sul grado di affidabilità dei clienti (cresciuto dal 59% del totale nel 2013 al 71% del 2016) e, in determinati segmenti di attività, è cresciuta in maniera significativa la quota di prestiti concessi sulla base di processi automatizzati (ad esempio, dallo 0 all’84% delle decisioni automatiche in materia di scoperto tra il 2013 e il 2016).

Estratto da comunicato stampa