Stop al Telemarketing Aggressivo, quali impatti per i Mediatori Creditizi

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A cura di Harmonia SCF

È stata approvata, il 22 dicembre 2017, la legge che disciplina il telemarketing aggressivo e non sono poche le novità che possono impattare, direttamente o indirettamente, anche sull’attività commerciale del Mediatore Creditizio.

Riportiamo di seguito i principali punti, invitando le società clienti a verificare la propria operatività interna (telefoniste interne) o demandata ad un call center esterno in convenzione.

Particolare attenzione dovrà essere prestata anche all’acquisto dei cd “Leads” da soggetti terzi.

Innanzitutto, la novità più importante riguarda la possibilità di iscrivere nel registro delle opposizioni anche i numeri di telefonia mobile (cellulari). In precedenza l’iscrizione era consentita esclusivamente per i numeri di telefonia fissa.
La seconda novità riguarda la revoca di tutti i precedenti consensi alle azioni di contatto finalizzate al marketing che divengono quindi nulle.

Il provvedimento introduce inoltre l’obbligo, anche per i call center interni alle aziende (telefoniste o altro che operano in sede o unità locali della società), di iscriversi al Registro degli operatori della comunicazione e di dichiarare a inizio telefonata il luogo in cui si trova l’operatore. Significativo l’utilizzo di due prefissi (inizialmente proposto uno) per l’identificazione delle chiamate commerciali.

Da una prima analisi dell’art 1 della normativa, si deduce però che il tema riguarda “l’interessato” ricondotto da definizione dalla stessa normativa a “interessato, la persona fisica cui si riferiscono i dati personali;” e che quindi rimangono escluse le numerazioni intestate ad aziende.
Un’altra importante variazione riporta al fatto che, nel registro delle opposizioni, sono inserite, d’ufficio, anche tutte le numerazioni non ancora pubblicate sugli elenchi telefonici. Come noto, non tutti i numeri sono pubblicati sugli elenchi di abbonati (ex art. 129 D, Lgs. 196/2003, di seguito anche solo Codice Privacy) ma unicamente quelli di chi ne faccia richiesta. E, fino ad oggi, solo i numeri di chi era pubblicato sugli elenchi potevano essere iscritti nel registro delle opposizioni.
Sarà invece prevista la possibilità (salvo modifica del registro) di inserire campi di eccezione in cui ogni utente potrà gestire campi di eccezione, variabili, nei quali l’interessato potrà indicare singoli titolari del trattamento nei confronti dei quali non varrà l’opposizione alla ricezione di contatti telefonici per fini di marketing. Da valutare se e come tale disposizione sia da attuare immediatamente anche prima e in attesa del DPR di cui al successivo comma 15.

Si riporta, per meglio specificare, uno degli elementi che impatta anche sulla gestione dei cd “leads” : Con l’iscrizione al registro di cui al comma 2 si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, che autorizzano il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili, effettuato mediante operatore con l’impiego del telefono per fini di pubblicità o di vendita ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale ed è altresì precluso, per le medesime finalità, l’uso delle numerazioni telefoniche cedute a terzi dal titolare del trattamento sulla base dei consensi precedentemente rilasciati. Sono fatti salvi i consensi prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca.

È invece valido il consenso al trattamento dei dati personali prestato dall’interessato, ai titolari da questo indicati, successivamente all’iscrizione nel registro di cui al comma 2. E quindi importante la verifica sul sito da parte degli operatori circa la data di iscrizione del soggetto e la data di autorizzazione nel modello privacy.

A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono vietati, con qualsiasi forma o mezzo, la comunicazione a terzi, il trasferimento e la diffusione di dati personali degli interessati iscritti al registro di cui al comma 2, da parte del titolare del trattamento, per fini di pubblicità o di vendita ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale non riferibili alle attività, ai prodotti o ai servizi offerti dal titolare del trattamento.

Dall’entrata in vigore, ogni attività di list brokering, o di cessione di liste di numerazioni di soggetti che abbiano optato per l’iscrizione volontaria nel registro delle opposizioni, andrà considerata vietata.

Ovvio che l’acquisto di liste di clientela da utilizzare ai fini del contatto per possibili azioni commerciali da parte del mediatore creditizio, o la stessa cessione a terzi, potrebbe incorrere involontariamente in azioni non consentite e quindi sanzionabili.

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