Spefin, organizzerà il 28 maggio nell’ambito di Leadership Forum Summer di Roma, un suo company event dedicato alle novità in tema di misure pensionistiche e previdenziali, con particolare focus sul TFS. 

PLTV intervista Emilio Mauro – ceo di Spefin Finanziaria S.p.a. e Carlo Cerilli, head of Legal Department and Corporate Affairs sui contenuti del loro prossimo evento.

 

Quali le novità normative recentemente introdotte dal Governo in tema di erogazione del TFS a dipendenti pubblici e statali? 


Carlo Cerilli:
È di estrema attualità il tema del welfare sociale introdotto dall’attuale Governo, declinato da ultimo nella Legge 26/2019 di conversione del Decreto legge 4/2019 sul Reddito di Cittadinanza e pensioni, altrimenti detta anche “Legge Quota 100”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 75 dello scorso 29 marzo. Tra le molte modifiche introdotte al sistema previdenziale ed assistenziale, sono state previste anche disposizioni inerenti l’anticipazione del TFS ai soli dipendenti del comparto pubblico e statale nonché degli altri dipendenti iscritti alle gestioni delle indennità di fine lavoro dell’Istituto (ex Enpas ed ex Inadel), che costituisce per altro un prodotto finanziario di recente introduzione nel mercato dei finanziamenti. Come noto infatti, nell’ambito delle manovre di correzione e stabilizzazione dei conti pubblici, tale indennità è stata nel tempo oggetto di misure che ne hanno prevista in varia misura la rateizzazione; da ultimo, con la Legge 147/2013, è stata determinata in unica soluzione, se di importo pari o inferiore a euro 50.000, in due rate se l’ammontare è pari o inferiore a euro 100.000, o in tre rate, per importi superiori, fino a concorrenza dell’importo maturato; l’attesa poi, nella maggioranza dei casi, è fino a due anni per ottenere il primo rateo e poi di dodici mesi per ognuno di quelli eventualmente successivi.

L’art. 23 della Legge 26/2019 tende quindi a superare tale sistema, almeno in parte, consentendo ai soggetti che accederanno o che hanno già avuto accesso alla pensione prima dell’entrata in vigore delle attuali norme, di poter richiedere il finanziamento del trattamento di fine servizio fino ad un importo massimo pari a euro 45.000 lordi o comunque, se inferiore, fino all’importo effettivamente maturato dal pensionato. Parliamo comunque di un vero e proprio finanziamento che il pensionato dovrà richiedere alle banche o istituti finanziari che intenderanno aderire ad un apposito accordo quadro, che dovrà essere stipulato entro la fine del prossimo mese di maggio, tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, quello dell’Economia e delle Finanze e ancora quello per la Pubblica Amministrazione nonché l’ABI, di concerto con l’INPS, nel quale saranno definite le condizioni economiche e contrattuali da applicare a coloro che richiederanno la corresponsione anticipata del TFS.

 

Quali saranno secondo lei gli effetti di tali riforme nel mercato deli finanziamenti mediante cessione del TFS?

 

 

Emilio Mauro: In molti si chiedono se e come l’adozione di questa misura inciderà sulle attuali dinamiche di collocazione del prodotto di anticipazione del TFS, che molti istituti ormai da un biennio hanno già messo nel proprio catalogo prodotti. Ritengo, in merito, per inquadrare correttamente lo scenario di introduzione della norma in questione, che la stessa è da interpretarsi non solo quale misura di sostegno al reddito delle famiglie ma anche quale strumento finalizzato al superamento dell’annosa questione che vede contrapposti, da un lato, il diritto del pensionato a vedersi corrispondere tale indennità in via immediata ed in un’unica soluzione, poiché integralmente maturata e quindi certa ed esigibile e, dall’altro, la necessità che lo Stato nel tempo ha maturato di rateizzarla, mediante adozione di specifiche norme, per rispondere a superiori vincoli di bilancio nazionali ed europei; norme, queste, che per altro sono ad oggi oggetto di ricorsi alla Corte Costituzionale, in ragione della loro asserita illegittimità.

Concludendo, ritengo che molti degli equilibri di mercato che andranno a rideterminarsi a seguito dell’entrata in vigore di tali disposizioni a sostegno del reddito delle famiglie dipenderanno dalle caratteristiche e dalle politiche commerciali che ciascun operatore del mercato intenderà adottare, in ragione anche della volontà di aderire o meno al predetto accordo in via di definizione tra le istituzioni interessate, tenendo però in considerazione che comunque la validità dell’offerta sarà dettata anche dalla qualità del servizio nonché della consulenza che verrà prestata al pensionato pubblico e statale, la capillarità della rete di collocazione del prodotto e le tempistiche di erogazione.

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