Non si è fatta attendere la risposta delle case auto e delle finanziarie alla maxi-multa di 678 milioni (la più alta nelle storia dell’Antitrust italiana) irrigata loro il 9 gennaio per il cartello sul credito al consumo per l’acquisto di veicoli, tra il 2013 e il 2017. I ricorsi degli interessati al Tar del Lazio hanno portato a una serie di ordinanze di sospensione delle sanzioni (a condizione che entro un mese si versi una cauzione d’importo pari alle sanzioni) e alla fissazione dell’udienza di merito per il 26 febbraio 2020. Era scontato che i ricorsi fioccassero.

Non solo perché accade sempre così, ma anche perché stavolta la posta in gioco è molto alta e di solito il Tar interviene proprio sull’entità delle sanzioni. Il procedimento coinvolge innanzitutto nove case e le rispettive finanziarie: l’Antitrust ha ritenuto che i finanziamenti fossero componenti essenziali dell’attività di vendita, tesi che ora i ricorsi cercano di smontare. Coinvolte pure un paio di finanziarie indipendenti e, visto che c’è stato un presunto scambio di informazioni, le associazioni di categoria Assofin e Assilea. Quest’ultima si è dichiarata ignara degli illeciti commessi dalle sue associate.