Severino oliva simedia
Questa lettera aperta nasce dalla necessità di un confronto franco e sincero dopo i recenti sviluppi inerenti il settore degli agenti in attività finanziaria.

Come sindacato di categoria, ci siamo ritrovati ad esaminare approfonditamente la tematica in questione, con particolare riferimento agli agenti mandatari di società ex art. 106, a loro volta distributrici di più enti eroganti per singolo prodotto. L’attenta analisi della situazione attualmente in essere ci ha messo di fronte, per l’ennesima volta, ad un’amara constatazione, ovvero che la mancanza di decreti e disposizioni attuative chiare e precise, ha inne- scato una guerra fratricida tra professionisti appartenenti alla stessa categoria, in cui ognuno perora la sua causa ritenendola legittima, perdendo però di vista il vero assunto di base: il distorto recepimento di una direttiva comunitaria, la 2008/48/CE, e la difficile gestione della L.141/10 in quanto interpretata dai players del mercato secondo modalità che si rifanno a cattive abitudine consolidatesi negli anni precedenti.

Una guerra fratricida che non avrebbe mai dovuto avere ragione di esistere, in quanto, già in epoche non sospette ante L. 141/10, sostenemmo la necessità di intendere la direttiva comunitaria sopra citata in modo tale che gli agenti non avessero l’obbligo di svolgere la loro professione su mandato di un solo intermediario. A maggior ragione questo conflitto interno non dovrebbe avere alcun motivo di proporsi oggi, alla luce di quanto emerso nel recente con- vegno dell’OAM del 4 novembre 2014, che, facendo riferimento alla direttiva comunitaria sul credito ipotecario, ha riaperto possibili scenari di cambiamento a favore del ritorno del plu- rimandato. Questa eventualità, stante la situazione attuale, andrebbe ovviamente a discapito delle già vessate società di mediazione creditizia, le quali perderebbero in sostanza la loro stes- sa ragion d’essere provocando un’ulteriore decurtazione del numero già esiguo dei collaboratori.

Ad oggi, per una siffatta società, è ancora sostanzialmente vietato poter veicolare le richieste dei propri clienti o potenziali tali a tutti gli istituti bancari se non a quelli convenzionati, per- petrando così a tutti gli effetti un modus operandi essenzialmente simile a quello di un agente plurimandatario, ma allo stesso tempo privato dei diritti ad esso riservati.

Questo sistema così distorto e ambiguo sarebbe facilmente riconducibile in un alveo virtuoso e di impronta comunitaria (come evidenzierà l’imminente concorrenza dei Paesi a noi confinanti anche nel nostro settore), dove l’agente in attività finanziaria non dovrebbe più essere sottoposto al vincolo del monomandato e le società di mediazione creditizia e i loro ri- spettivi collaboratori, avendo già requisiti patrimoniali, professionali e organizzativi degni di una società finanziaria, potrebbero essere liberi di mettere in relazione i potenziali clienti con tutti gli istituti bancari anche in assenza di convenzioni, da veri broker creditizi. Ciò consentirebbe a tutti gli intermediari del credito di svolgere la loro attività nel pieno rispetto della mission della categoria, ovvero, molto semplicemente, la tutela del cliente. Senza considerare che questo auspicabile modello ridurrebbe drasticamente e con estrema efficacia la piaga dell’abusivismo.

Come ultima considerazione, ci preme sottolineare la difficoltà riscontrata nel confrontarci, per le problematiche sopra esposte, con le associazioni che rappresentano banche e enti eroganti, le quali, pur manifestando propositività e buone intenzioni, all’atto pratico han- no palesato la loro difficoltà nel far recepire ai loro associati quanto emerge periodicamente nei tavoli che ci vedono insieme coinvolti.

Pertanto, in conclusione, riteniamo doveroso coinvolgervi su ciò che si è precedentemente asse- rito. Simedia, attraverso una politica costruttiva e di partecipazione, prosegue e proseguirà nel tentativo di far avvicinare nel modo meno traumatico possibile le parti protagoniste del nostro mercato allo scopo di trovare soluzioni fattive a tutela dei soggetti da noi rappresentati e della categoria tutta.

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