Innovazione tecnologica, consolidamento della rete e ampliamento dei canali diretti e banche. Questi i driver del progetto di sviluppo di Sigla Credit, società controllata dal fondo Alchemy Special Opportunities Fund,specializzata in finanziamenti tramite cessione del quinto dello stipendio o della pensione, che ha chiuso il bilancio 2018 con un incremento dei finanziamenti erogati del 15% rispetto al 2017, pari a € 257 milioni per complessivi 13.000 contratti sottoscritti.

Sigla Credit si attesta in termini assoluti tra i primi operatori del mercato CQS e primo tra gli indipendenti (non bancari) con una crescita dei volumi di finanziamento superiore al doppio dell’incremento medio dell’intero comparto nello stesso periodo.

“L’obiettivo dell’anno in corso è quello di raggiungere un incremento dei volumi di oltre il 15% rispetto al 2018dichiara Vieri Bencini – amministratore delegato di Sigla Credit– focalizzandoci sul consolidamento e l’ampliamento della rete agenziale con un aumento di produzione considerevole sui canali diretto e banche che ad oggi pesano per il 16% dei volumi totali. Il 2019 ha fatto registrare già nei primi due mesi un’ulteriore accelerazione dell’attività (+10% vs 2018) e l’andamento delle richieste e delle delibere di nuovi finanziamenti lasciano ipotizzare una continuazione di tale trend. Continueremo –aggiunge Bencini – anche ad investire in innovazione tecnologica per efficientare la struttura e punteremo sulla digitalizzazione dell’intero processo della cessione del quinto,sviluppando soluzioni per il cliente finale e a supporto del canale diretto e banche”.

Il risultato della gestione finanziaria è aumentato del 10,8% passando da 12,9 milioni a14,3 milioni, grazie all’incremento delle commissioni nette del 15% sull’onda dell’incremento dei volumi. Il Risultato netto delle cessioni di crediti ha invece subito un rallentamento in seguito all’inizio del programma di cartolarizzazione nel finire dell’anno,oltre che per l’andamento altalenante dell’IRS a 5 anni durante l’esercizio. Sul fronte dei costi operativi, è rimasta forte l’attenzione all’efficienza: le spese amministrative sono aumentate per effetto dell’incremento del personale (FTE passate da 87 di fine 2017 a 98 di fine 2018) e per i costi sostenuti per la strutturazione dell’operazione di Cartolarizzazione, mentre gli altri costi di struttura sono restati pressoché stabili, in un contesto di volumi in decisa crescita.