PLTV riporta articolo da Plus-Il Sole 24 Ore del 28 dicembre, cura di Gianfranco Ursino .

«Una valanga che va fermata». Senza usare mezzi termini, Antonio Catricalà, presidente dell’Organismo di vigilanza degli agenti e mediatori creditizi (OAM), esce allo scoperto e punta il dito sulla sentenza C-383/18 della Corte di Giustizia Europea – cosiddetta sentenza Lexitor – che rimette in discussione i rimborsi che spettano ai consumatori che estinguono o hanno estinto negli ultimi dieci anni anticipatamente un finanziamento.

Dopo aver provato nei mesi scorsi a sensibilizzare le altre istituzioni competenti sulla portata che la sentenza avrebbe avuto sul sistema creditizio italiano (vedi lettera inviata dall’Oam e Banca d’Italia pubblicata su Plus24 il 16 novembre scorso), Catricalà esce allo scoperto e pubblica un editoriale sulla newsletter dell’OAM per chiedere al legislatore di battere un colpo. La Banca d’Italia con una comunicazione inviata agli intermediari e il collegio di coordinamento dell’Abf con la decisione n°26525 dell’11 dicembre scorso hanno ribadito che la sentenza della Corte Ue produce effetti anche nell’ordinamento italiano e in caso di estinzione anticipata di un finanziamento il consumatore ha diritto a una riduzione di tutti i costi, anche quelli sostenuti in fase di stipula del contratto.

Per Catricalà «una valanga che rischia di travolgere il settore dei prestiti ai consumatori senza nei fatti aumentare le tutele a favore di questi ultimi. Escludendo che finanziatori e intermediatori appartengano al mondo delle Onlus, è ragionevole aspettarsi un aumento del costo dei finanziamenti concessi».

Per questo secondo il Presidente dell’Oam è necessario che il legislatore “batta un colpo” e intervenga su una questione che rischia di aumentare in modo esponenziale i contenziosi tra intermediari finanziari e clienti. «In assenza di una norma di rango primario – prosegue Catricalà -, che tenga insieme tutela dei consumatori, tutela degli intermediari e rispetto dei principi europei, la confusione sarà massima».

L’Organismo di Vigilanza non si nasconde e si preoccupa del futuro degli iscritti agli Elenchi su cui vigila, ascolta le loro esigenze, facendosi anche portatore delle loro istanze, arrivando a chiedere anche modifiche legislative. Senza dimenticare mai che la ragion d’essere dell’Organismo è quella di presidiare il mercato della mediazione creditizia e finanziaria per farlo crescere in modo trasparente ed efficiente. Non solo per sanzionarlo.