PLTV riporta articolo di Vitaliano D’Angerio, pubblicato su Plus- Il Sole 24 Ore del 16 novembre 2018
In una circolare del 2018 l’authority suggeriva la forma del «Tutto Tan».

La sentenza della Corte europea sulla polacca Lexitor ha creato molta inquietudine fra banche e società finanziarie. È toccato agli studi legali tentare di rassicurarli.

Ad aiutare gli avvocati in quest’operazione c’è una circolare di Bankitalia di marzo 2018 sull’«orientamento delle operazioni di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione». «In quel documento, Bankitalia consigliava delle buone prassi da seguire – ricorda Simone Lucatello, responsabile finanza strutturata e cartolarizzazioni dello studio legale Simmons&Simmons –. L’authority suggeriva di incorporare nel tasso annuo nominale (Tan) gran parte o tutti gli oneri connessi con il finanziamento».

Lo schema Tutto Tan

Il punto 16 della circolare è chiarissimo: «Tutti gli oneri incorporati nel tasso (Tan) sono sempre oggetto di restituzione in caso di estinzione anticipata a prescindere dalla loro natura». È lo schema noto come “TuttoTan” e gli intermediari che lo hanno adottato, anche al di fuori della cessione del quinto, sono al riparo dalla sentenza Lexitor. «Gli intermediari che hanno usato lo schema indicato da Bankitalia, e alcuni sono nostri clienti – sottolinea Lucatello –, hanno poche preoccupazioni». E per il periodo antecedente marzo 2018? «Bisognerà vedere caso per caso. Nelle cartolarizzazioni per esempio – conclude Lucatello – c’è una riserva di cassa in caso di rischio da prepagamento».

Ordinamenti diversi

Cosa accade a chi non ha usato (e sono la maggioranza) il “TuttoTan”? Non tutto è perduto. «Ritengo che la sentenza Lexitor rilevi per ordinamenti meno avanzati nella tutela del consumatore rispetto al nostro – evidenzia Valentina Canalini, avvocato dello studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners –. Nel sistema italiano, come in altri europei, i principi della sentenza Lexitor fanno da tempo parte dell’ordinamento nel suo complesso». E aggiunge: «In Italia è ormai pacifico che le commissioni generiche siano costi imputati al consumatore che, come tali, devono essere oggetto di riduzione in sede di estinzione anticipata del contratto. Il nostro ordinamento appare, dunque, già conforme ai principi della sentenza Lexitor». E la sentenza della Corte Ue si applica o no al passato? «In caso di un futuro giudizio promosso da un consumatore – conclude Canalini –, se il giudice nutrisse dubbi sulla portata e sull’efficacia temporale della sentenza nell’ordinamento interno, dovrebbe o potrebbe a seconda dei casi, interpellare di nuovo la Corte europea in base all’articolo 267 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. E nel frattempo sospendere il giudizio».

Una Babele di lingue

Intanto bisogna ricordare che si è arrivati a questo punto anche per il groviglio di lingue dei Paesi dell’Unione europea. «La Corte di giustizia europea ha dovuto prendere posizione su un argomento che è stato regolato diversamente nelle normative dei vari Paesi – afferma Luca Zitiello, fondatore dello studio legale Zitiello & associati –. La Babele di lingue in cui è stata tradotta la direttiva originaria ha reso difficilmente interpretabile in modo univoco il testo. Il giudice della Corte europea ha dichiarato di non poter dare una interpretazione letterale. Da qui la “creazione” di un nuovo principio giuridico che di certo creerà un importante precedente».