PLTV riporta articolo di Federica Pezzatti, Plus Il Sole 24 Ore del 16 novembre 2019Il
Rimborso dei premi non goduti al finanziato è già da tempo imposto

La sentenza della Corte di giustizia Ue non porta grandi novità per quanto riguarda le polizze di copertura dei prestiti che già da tempo vengono restituite a chi chiede il rimborso anticipato. L’importo del premio assicurativo da restituire è soggetto ai vincoli stabiliti dall’Ivass e dai collegi dell’Arbitro Bancario e finanziario.

Per calcolarlo si prendere in considerazione l’importo complessivo del premio stesso, in rapporto al numero totale delle rate del mutuo e alle quote residue.

La compagnia (o la finanziaria che spesso inserisce il costo dell’assicurazione direttamente nel finanziamento) deve restituire in sostanza la parte di premio della cui copertura non si usufruisce più. Va ricordato che per i mutui e per i prestiti la polizza non è obbligatoria (se non per la copertura incendio e scoppio per gli immobili). Lo è invece per la “Cessione del quinto”, ossia per quei contratti che prevedono il prelievo di una quota parte dello stipendio o della pensione del finanziato direttamente da parte della finanziaria. In questo caso generalmente la stipula del contratto assicurativo copre dal rischio che il cliente non percepisca più lo stipendio o la pensione (con polizze temporanea caso morte o perdita impiego).

«Anche a voler ammettere che la sentenza possa trovare immediata applicazione e ricomprendere anche i costi up front, scenario di cui legittimamente si ha ragione di dubitare, in tal caso gli intermediari non potrebbero accollarsi il rimborso di costi per oneri relativi a prestazioni e servizi resi da soggetti terzi di cui gli stessi intermediari non hanno beneficiato (polizza assicurativa costi di intermediazione, e così via) – spiega Marcello Condemi, presidente Unione Finanziarie Italiane ed ex vice responsabile legale di Banca d’Italia – . Il cliente, per tali costi, pur essendo titolare del diritto dedotto in giudizio, non potrebbe richiederli all’intermediario in quanto privo, con riguardo a tale diritto, di alcuna legittimazione passiva. Inoltre in caso di retroattività, questa sentenza potrebbe avere un impatto devastante sul patrimonio degli intermediari attivi nella cessione del quinto».