Il punto di vista di Credipass sul settore della Mediazione Creditizia per il 2018 non è diverso da quello degli ultimi due anni…

Ci attendiamo, afferma Stefano Grassi (nella foto), amministratore delegato della società,  anche per quest’anno una crescita sana, a due cifre, accompagnata da una sempre maggior qualità del servizio di consulenza offerto dal mediatore, che rappresenta oggi una figura professionale che ha sempre più valore sul mercato.

A distanza di qualche anno dall’introduzione della normativa, la figura del mediatore, è infatti sempre più riconosciuta e identificata per quello che il mediatore deve essere: un professionista formato e sempre aggiornato.

Per poter essere così, il mediatore del 2018 deve essere dotato di strumenti di analisi e competenze, non solo commerciali, ma anche tecniche e giuridiche, deve avere alle spalle un’azienda sempre più strutturata e organizzata e deve essere al fianco della famiglia e dell’impresa. E’ sempre più importante la capacità di sapere valutare le esigenze e le relative possibilità, con lo scopo di pianificare operazioni ed interventi non più solo one shot, ma nell’ambito di un programma di consulenza costante e continuativa.

Per garantire questo andamento all’intera Categoria, fondamentale sarà non solo il coraggio delle scelte imprenditoriali di chi è al timone delle varie società (che dovranno continuare ad investire e cercare sinergie e concentrazioni, per sfruttare economie di scala), ma anche il supporto delle banche, delle istituzioni, delle associazioni e anche del legislatore. Ci aspettiamo, ad esempio, che il 2018 sia l’anno decisivo per fare chiarezza su alcuni temi che sono “in pentola” da anni, come ad esempio la Segnalazione, per la quale noi sposiamo la visione della Consulta Fimaa.

Se però ci mettessimo, alle spalle pregiudizi e luoghi comuni, come quello che “fino a dopo le elezioni nessuno farà nulla” e se tutte le società saranno leali e collaborative, le famiglie si affideranno sempre più al mediatore piuttosto che prediligere il fai-da-te. L’aumento della domanda di immobili, la stabilità dei prezzi a livelli molto bassi, il rallentamento delle surroghe e i tassi di interesse ai minimi, garantiti ancora per qualche anno dalle recenti manovre di Draghi, creano un contesto di grandi opportunità per tutti: banche, intermediari e soprattutto per le famiglie e i consumatori”.

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