Audizione del Capo del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia

banca-italiaÈ ampiamente riconosciuto che competenze economiche e finanziarie siano oggi sempre più necessarie per accrescere il benessere dei singoli, favorirne comportamenti virtuosi, contribuire alla crescita sostenibile dell’intera economia. La Relazione al disegno di legge dà ampiamente conto dei motivi per cui il contesto attuale rende quest’affermazione sempre più vera: da un lato la crescente complessità dei sistemi finanziari, dall’altro le evidenze delle distorsioni cognitive e comportamentali degli individui.

A ciò si aggiunge una maggiore accessibilità̀ del sistema finanziario, anche per effetto dell’innovazione tecnologia (con la diffusione di strumenti di pagamento on-line e di interazione a distanza con gli intermediari) e di politiche di «inclusione finanziaria». Un importante fattore ulteriore di cui tenere conto è il progressivo arretramento dello Stato nell’economia, sul fronte pensionistico innanzi tutto, ma anche per effetto delle nuove regole europee di gestione delle crisi delle banche, che segnano una riduzione della presenza pubblica e presuppongono risparmiatori consapevoli e competenti.

In uno scenario in cui aumentano i margini di incertezza, complessità e autonomia, per i cittadini diventa rilevante identificare le esigenze che stanno alla base della propria decisione di accumulare risorse per il futuro, individuare un orizzonte temporale di riferimento, stabilire i livelli di rischio che si è disposti a sopportare. di una politica di crescita economica – da collocare accanto alla regolamentazione prudenziale e alle politiche di governo e di stimolo alla concorrenza riconosca che riconosca come un più elevato benessere finanziario dei singoli e delle famiglie sia un fattore trainante del progresso economico e sociale…

Il contributo che la Banca d’Italia vorrebbe offrire – nel discutere il disegno di legge – è nel senso di indicare il percorso che riteniamo necessario per assicurare un progresso nelle strategie di educazione finanziaria. E ciò sulla base della nostra esperienza diretta, di quella derivante dalla nostra partecipazione al network dell’OCSE che si occupa attivamente di educazione finanziaria, della collaborazione e interazione con le principali istituzioni e soggetti attivi in questo campo.

Il percorso può essere sintetizzato nei seguenti passaggi: a) esame delle debolezze nel nostro paese e delle loro cause, per definire le esigenze di educazione finanziaria; b) esame delle “buone prassi” definite a livello internazionale ed esistenti in altri paesi (in termini sia di contenuti che di metodi); c) considerazione di quanto già viene realizzato nel nostro paese; d) definizione di un percorso di Strategia Nazionale. Di seguito si offrono alcune riflessioni per ciascuno di questi passaggi.

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