Dopo il Ministero del Lavoro anche il Tar del Lazio ha confermato con sentenza numero 2698, l’obbligo di iscrizione Enasarco per i collaboratori dei mediatori creditizi, respingendo il ricorso avanzato, a nostro avviso correttamente, dalla Fiaip.

Non essendo oggetto dell’argomento di oggi, non entriamo nel merito della normativa e delle differenze tra le attività compatibili a quelle del mediatore creditizio, che sono disciplinate in modo completamente diverso ma ci limitiamo a citare che, Enasarco a parte, i dipendenti e i collaboratori che operano “in sede” per conto di Broker Assicurativi (anche agenti ma non rientra nella compatibilità che ci riguarda come pure i dipendenti delle banche), non hanno bisogno dell’iscrizione Ivass, ma è sufficiente aver svolto la formazione prevista per effettuare consulenza e collocamento di prodotti.

Il tema del contributo previdenziale Enasarco al quale si aggiunge il Firr (Fondo Indennità di Risoluzione Rapporto), rappresenta per il Mediatore Creditizio una tematica rilevante, in quanto spesso il suo impatto non è tenuto in considerazione dalla Mandante (appunto il Mediatore Creditizio) nella pianificazione finanziaria e nel calcolo della sostenibilità delle Politiche di Remunerazione, che ricordiamo rientrare nella stesura della Relazione Organizzativa Ex art 6 DM 31/2014.

Questo aspetto può determinare a nostro avviso, se non considerato adeguatamente, un costante e pericoloso squilibrio dei flussi di cassa.

Nel caso del Collaboratore ex art 1742 (agente), possiamo riportare questo esempio che riprenderemo successivamente nelle tabelle esplicative, ipotizzando un fatturato “sostenibile” per il collaboratore:

  • fatturato agente Euro 25.000  (massimo imponibile per il pluri mandatario): contributo massimo pari a Euro 3.887,50 di cui il 50% a carico della Mandante (1.943,75);
  • Firr : su Euro 6.200  4% pari ad euro 248; su 3.100 Euro 2% pari ad Euro 62; sulla differenza (15.700 Euro) 1% pari ad Euro 157. Totale Firr da versare 467 entro marzo dell’ anno successivo
  • Sommando Euro 1.943,75 di contributi ad Euro 467 di Firr, la Mandante deve sostenere un costo pari ad Euro 2.410,75 che incide per il 9,643% sul fatturato dell’agente.

A questo costo “occulto”, vanno aggiunti i minimali per gli agenti per i quali non si raggiunge il versamento minimo pari ad Euro 418 (anche questi divisi al 50% tra a gente e mandante) , che ricordiamo devono essere integrati fino alla concorrenza del minimo stabilito INTERAMENTE DALLA MANDANTE.

Supponendo quindi che vi possa essere in un network un agente che fattura 1.500 Euro in un anno, il fattore di “rischio” deve essere cosi calcolato in modo esemplificativo:

  • Contributo sul fatturato: Euro 1.500 x 15,55% = 233,25 di cui 116,25 a carico dell’azienda;
  • Minimale previsto: Euro 418 di cui 233,25 versati e 184,75 da integrare dall’azienda
  • Firr 4% su Euro 1.500: Euro 60

In questo esempio “scolastico”, il costo per l’azienda sarà pari ad Euro 116,25 + 184,75 + 60 e cioè 361 che incide sul fatturato per un 24%. Con una retrocessione ipotizzata del 70% sulla rete , l’azienda su questa produzione avrò ottenuto un margine imprenditoriale apri ZERO.

Imputando all’agente ulteriori costi di gestione interni, dovrà necessariamente essere calcolato un break even di fatturato, sotto il quale l’azienda non avrà alcun beneficio a mantenere in struttura un collaboratore..

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