oam-lf-testoOAM, con la Comunicazione (n°11), chiarisce che agenti e mediatori creditizi possono svolgere esclusivamente le attività loro riservate nonché quelle connesse o strumentali ed espressamente previste come compatibili.

Non rientra in nessuna di queste categorie il servizio accessorio di recupero degli oneri non maturati in caso di estinzione della Cessione del V dello stipendio o della pensione.

Nello specifico si è invece rilevato che alcuni intermediari del credito, dopo aver intermediato il contratto di finanziamento contro Cessione del V, e avere quindi maturato la provvigione, in sede di rinnovo delle medesime operazioni di finanziamento contro cessione del quinto hanno proposto, per conto del cliente, o per interposta persona, in un primo momento reclamo all’intermediario finanziario per ottenere il rimborso dovuto a titolo di oneri non maturati a seguito dell’estinzione anticipata di tali contratti e, poi, il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

OAM sottolinea inoltre che questo servizio accessorio sembra essere standardizzato come tecnica commerciale finalizzata a incrementare i volumi distributivi e a massimizzare i profitti degli intermediari del credito, piuttosto che a tutelare le esigenze del consumatore. In molti casi, infatti, è stato riscontrato come il cliente/consumatore non avesse alcuna contezza delle ragioni poste alla base della formalizzazione del reclamo e alla presentazione del successivo ricorso all’ABF.

OAM sottolinea che tali servizi sono in contrasto con il principio di esclusività previsto dalla normativa di settore, né possono rientrare nel concetto di attività connessa e/o strumentale all’attività di intermediazione svolta configurandosi come una vera e propria attività ulteriore e diversa.

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