L’attuazione della riforma del settore dell’intermediazione finanziaria – che ha previsto la creazione di un Unico Albo degli intermediari finanziari operanti nei confronti del pubblico in luogo dei preesistenti elenchi generale e speciale, caratterizzati da livelli diversi di controllo sui soggetti iscritti – è stata completata con l’emanazione del DM 53/2015 e della circolare 288/2015 della Banca d’Italia.

La riforma è entrata in vigore l’11 luglio 2015, con l’apertura delle iscrizioni al nuovo Albo Unico; per i soggetti già iscritti negli elenchi generale e speciale è stato previsto un regime transitorio, che si è concluso il 12 maggio 2016.

La ridefinizione del perimetro e dei contenuti dei controlli sugli intermediari finanziari ha imposto a questi ultimi scelte strategiche e operative fondamentali.

Per favorire la comprensione degli obiettivi e degli aspetti salienti della nuova vigilanza, la Banca d’Italia ha fatto ricorso a diverse iniziative di comunicazione, tra cui una nota informativa, un numero telefonico dedicato e alcune conferenze organizzate sul territorio nazionale, rivolte principalmente ai confidi e alle finanziarie minori; tali conferenze hanno anche consentito di stimare il potenziale numero di istanze di iscrizione al nuovo albo.

Dei 324 soggetti che hanno presentato istanza (134 intermediari provenienti dall’elenco speciale, 138 da quello generale e 52 società fiduciarie ex art. 199 TUF tenute a iscriversi nella sezione separata dell’albo unico), 78 risultano autorizzati alla fine di marzo 2016; numerose richieste sono in fase di valutazione per l’esigenza di acquisire ulteriori elementi informativi.

La gestione del processo autorizzativo ha richiesto un notevole impegno organizzativo e di risorse; sono state costituite task force con personale specializzato dell’Amministrazione centrale e delle Filiali.

La Banca d’Italia riserva un’attenzione particolare alla fase di transizione dai precedenti elenchi al nuovo albo con l’intento di salvaguardare l’affidabilità e l’integrità̀ del mercato: vengono esaminate in modo approfondito le caratteristiche degli azionisti, la solidità̀ patrimoniale degli intermediari, la sostenibilità̀ dei piani di attività̀ e la loro compatibilità̀ con la complessiva situazione aziendale.