Ottenere un “tesoretto” per far fronte alle difficoltà economiche, a grosse spese impreviste o dare una mano ai figli a comprar casa, senza svendere la propria. Presto sarà più semplice, e già dopo i 60 anni, ottenere un ‘prestito vitalizio ipotecario’, un prestito cioè che ha come garanzial’immobile di proprietà su cui viene accesa un’ipoteca e che andrà rimborsato solo alla morte di chi lo contrae.

Una alternativa all’opzione nuda proprietà (si vende la casa, a prezzo ribassato, ma si rimane a viverci) pensata per venire incontro alle esigenze degli anziani che spesso hanno grande patrimonio immobiliare ma basso (o bassissimo) reddito da pensione, che ha ottenuto il via libera all’unanimità della commissione Finanze del Senato senza modifiche rispetto al testo già approvato dalla Camera e che ora attende solo il passaggio finale in Aula.

Il testo vuole risolvere alcune criticità delle norme già esistenti su questo tipo di prestito, diffuso all’estero, che ne hanno impedito il decollo (poco più di un migliaio di pratiche dal 2005 a oggi). La nuova norma è molto più dettagliata e porta alcune modifiche rispetto a quella in vigore, a partire dall’età minima per accedere al prestito, che passa da 65 a 60 anni: “Il provvedimento nasce sulla base di sollecitazioni dell’Abi e dei consumatori – spiega il presidente della commissione Mauro Marino – e rappresenta una forma di finanziamento alternativa ai canali tradizionali, consentendo al proprietario di un immobile di convertire parte del valore del bene in liquidità. Inoltre si consente alle parti di concordare una modalità di rimborso graduale” di spese e interessi.

Diversi i vantaggi rispetto alla nuda proprietà, intanto perché l’immobile è valutato (ed eventualmente venduto alla fine) a prezzo di mercato e soprattutto perché non si perde la proprietà della casa. Così non solo il proprietario non deve lasciare la sua casa (che comunque è posta a garanzia del finanziamento) ma alla sua morte non si preclude nemmeno agli eredi la possibilità di recuperarla, lasciando loro la possibilità di decidere se appunto rimborsare il prestito (in una unica tranche) ed estinguere l’ipoteca e tenersi appunto l’immobile, oppure di venderla o farla vendere dalla banca (sempre a prezzo di mercato), estinguendo il debito.

Le regole per l’offerta di questi prestiti saranno fissate con un regolamento del ministero dello Sviluppo economico, sentiti Abi e consumatori che nel frattempo già l’estate scorsa hanno siglato un protocollo con alcune proposte: ad esempio sul fronte trasparenza si propone la simulazione dei tassi di interessi decennali cui si potrebbe andare incontro, mentre a tutela del coniuge più longevo si chiede di prevedere la possibilità di cointestare il prestito a marito e moglie (se residenti entrambi nell’immobile).

fonte: il Giornale delle Partite IVA