PLTV riporta articolo pubblicato il 20 luglio 2018 su Il Sole 24 Ore, di Silvia Pasqualotto
Il settore nel complesso vale 120 miliardi di dollari nel primo trimestre 2018.
Meno banche fisiche e più online, soprattutto se a erogare il prestito personale è una società fintech. 
È il trend che secondo un rapporto realizzato da Bloomberg, sta interessando il mercato americano dei prestiti personali.
Un settore nel quale i consumatori si stanno spostando sempre di più verso i nuovi operatori che uniscono tecnologia e finanza.
Secondo l’indagine infatti queste società nel corso del 2017 avrebbero erogato il 36% di tutti i prestiti personali concessi ai risparmiatori statunitensi. Un dato enorme se si pensa che solo 7 anni prima, nel 2010, la loro quota sul mercato dei prestiti personali era pari ad appena l’1% dell’intero settore.
Citando i dati di TransUnion, Bloomberg afferma invece che solo nel primo trimestre dell’anno i prestiti personali sono saliti del 18% circa e hanno raggiunto quota eccezionale di 120 miliardi di dollari. Protagoniste di queste crescita vertiginosa sono, nella maggior parte dei casi, ex startup specializzate nel fintech che nel corso degli ultimi anni sono diventate dei colossi del settore.
È questo il caso di LendingClub, Prosper Marketplace e Social Finance. Nata nel 2007 a San Francisco LendingClub, ad esempio, ha dato vita a una community finanziaria che unisce chi è alla ricerca di un mutuo e investitori esperti creando così dei matching per prestiti personali che nel primo trimestre dell’anno sono aumentati del 20% rispetto allo stesso periodo del 2017. Grande peso in questa espansione del fintech lo ha giocato anche Prosper Market. Fondata nel 2005 a San Francisco, l’ex startup ha mosso 11 miliardi di prestiti da parte di istituzioni e privati che vogliono investire nel credito al consumo. Nata con un focus più settoriale e poi approdata ai prestiti personali di tutti i tipi è invece Social Finance o SoFi. La startup fondata da tre studenti della Stanford Graduate School of Business – Mike Cagney, Dan Macklin, James Finnigan e Ian Brady – era nata nel 2011 per offrire un’alternativa a chi si indebitava per motivi di studio. Oggi, dopo varie vicende (tra cui le dimissione del co-fondatore Mike Cagney accusato di molestie sessuali da alcune dipendenti) burrascose, l’ex startup vale oltre 4,5 miliardi di dollari.
Oltre a questi player che hanno fatto da apripista, il settore dei prestiti online si è popolato inoltre negli ultimi anni di nuovi soggetti tra cui istituti di credito online e banche tradizionali che hanno capito che il futuro del settore sarà digitale e mobile.
Goldman Sachs, per esempio, ha creato la banca digitale Marcus che ha erogato miliardi di dollari di prestiti personali e nei prossimi mesi dovrebbe aprire nuove linee di credito. Richiesti soprattutto per far fronte a lavori di restauro e per spese sanitarie impreviste, i prestiti online sembrano riscuotere successo nonostante i tassi di interesse più elevati e in continuo aumento.

A fine giugno, per esempio, LendingClub ha aumentato i propri tassi tra lo 0,38% e l’80% a seconda del rating del prestito richiesto. Eppure secondo gli analisti il settore – a differenza di quanto sta avvenendo per le carte di credito – sembra essere destinato a crescere sempre di più.