Nel Lazio, tra il 2003 e il 2008, l’incidenza del credito al consumo sul reddito disponibile è salita dal 6,4% al 11,1% (in Italia dal 5,9% al 9,9%), quella sui prestiti totali alle famiglie è aumentata dal 18,7% al 20,4% (dal 18,9% al 21,2% in Italia). Nel biennio 2008-09, durante la prima fase della crisi, il credito al consumo ha continuato a crescere, compensando in parte la diminuzione del reddito disponibile. Nel periodo successivo, l’incidenza del credito al consumo sul reddito si è sostanzialmente stabilizzata, quella sui prestiti totali alle famiglie è diminuita (attestandosi nel 2013 rispettivamente a 11,5 e 19,6%

Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, nel 2013 il credito alle famiglie consumatrici si è ridotto dell’1,2 % (a fronte di una crescita dello 0,7 di un anno prima), anche per la diminuzione, iniziata negli ultimi mesi dell’anno, dei finanziamenti bancari per l’acquisto delle abitazioni (-0,5% a dicembre).

Il credito al consumo, dopo la crescita nella prima parte del 2013, si è contratto nella seconda (-3,1% a dicembre) in connessione con la riduzione degli acquisti di beni durevoli. Il calo dei prestiti al consumo è stato maggiore per le società finanziarie e si è concentrato in quelli finalizzati all’acquisto di mezzi di trasporto o di altri beni durevoli.

Nel 2013 la quota di nuovi mutui a debitori con almeno 45 anni è diminuita al 35,6%, dal 36,2 di un anno prima. Il peso delle erogazioni a favore dei prenditori più anziani nel Lazio rimane tuttavia ancora al di sopra della media nazionale (pari a 29,7% nel 2013; tav. a26). Il rapporto tra numero dei mutui concessi a over 45 e quelli erogati a under 35, che rappresenta un indice dell’anzianità̀ media dei prenditori di nuovi mutui abitativi, è stato nel Lazio pari a 1,24, un valore superiore a quello del Centro e a quello medio nazionale (1,06 e 0,85, rispettivamente, nel 2013).

È proseguita nel corso del 2013 la tendenza, in atto dal 2011, alla riduzione della quota di nuovi mutui di importo superiore ai Euro 150.000 che, dal picco del 48,6% nel 2011, è ulteriormente diminuita al 38,8% Nell’ultimo anno si è ridotta ulteriormente la quota destinata ai cittadini stranieri.