Gli enti di vigilanza consapevoli delle criticità, ma passi ancora da fare. Le fasce deboli degli aspiranti mutuatari più esposte a pressioni sulle assicurazioni.

Uno dei punti più critici nei rapporti tra consumatori e banche resta la questione delle polizze che vengono proposte al momento della sottoscrizione dei mutui.
Le segnalazioni che emergono dai siti delle associazioni di consumatori sono molte. E ne emerge uno spaccato in cui spesso ci sono situazioni di opacità.

La situazione è descritta bene da Pietro Giordano di Adiconsum, secondo il quale: «Grazie alle sollecitazioni delle associazioni dei consumatori e gli interventi dell’Ivass, ora si è arrivati alla situazione in cui viene proposto un pacchetto e non più “preconfezionato” e imposto in quanto tale». Però delle situazioni di opacità restano. Continua Giordano: «Le banche hanno però il coltello dalla parte del manico e riceviamo molte segnalazioni in cui si arriva a un’imposizione di fatto. Una situazione che colpisce le fasce più deboli, quelle che cioè hanno meno garanzie patrimoniali, in cui il mutuatario è più a rischio sulla concessione del credito. E alla fine su questo decide la banca».

I passi dell’Ivass

Che dei punti critici sull’argomento restino è testimoniato ufficialmente (e da ultimo) da un recente comunicato di Ivass, che spiegava come «il confronto tra le associazioni dei consumatori e AbiAssofinAnia sulle criticità che ancora permangono sui prodotti collegati ai mutui e finanziamenti ha confermato la necessità di un intervento di Ivass a tutela dei consumatori».

Il canale bancario come risulta dall’indagine pubblicata dall’Ivass lo scorso 10 luglio (indagine conoscitiva sulle polizze abbinate a prodotti e servizi di natura non assicurativa) è importante per la collocazione delle assicurazioni (anche se spesso si tratta di prodotti legati alle conseguenze delle frodi informatiche): il 17% dei pacchetti assicurativi collocati passa infatti dallo sportello bancario.
L’indagine Ivass porta il titolo “Sei assicurato e forse non lo sai“. Nel caso delle polizze sui mutui questo è più difficile, perché gli importi sono alti e se sembrano qualche volta meno pesanti di quello che sono in realtà ciò avviene perché i costi sono spalmati su un arco anche di 30 anni (quando non addebitati per intero – e per molte decine di migliaia di euro – al momento dell’erogazione).

I passi da fare per cercare di risolvere le criticità nella concessione dei mutui sono rimandate all’autunno quando l’Ivass incontrerà di nuovo le associazioni dei consumatori per fare il punto della situazione anche alla luce delle considerazioni emerse in seguito alla recente indagine dell’Ivass (che è stata appunto resa nota lo scorso 10 luglio).

Va ricordato che agli inizi di maggio del resto era stato diffuso un altro comunicato Ivass che, a proposito di un precedente incontro tra associazioni dei consumatori, Ivass e Banca d’Italia, già segnalava: «Al centro dell’incontro le polizze connesse a mutui e finanziamenti: è stato fatto il punto sulle iniziative di vigilanza realizzate e sono state valutate, con le associazioni, le ulteriori esigenze di intervento a tutela dei consumatori». E già allora si segnalava l’esigenza di intervenire, oltre che aumentando trasparenza e informazione, anche mantenendo «alti i presidi di vigilanza e sanzionatori, a garanzia del rispetto della normativa vigente». C’è da sperare che però questi interventi non vengano rimandati sempre al prossimo incontro.

I casi

I casi segnalati alle associazioni di consumatori sono di tipo diverso: polizze rese di fatto obbligatorie, oppure mancato rispetto dell’obbligo di proporre più soluzioni al cliente, anche accettando quelle individuate da quest’ultimo.

Una situazione in cui spesso domina la mancanza di chiarezza e pratiche opache. In un caso segnalato da Altroconsumo per esempio, il cliente della banca afferma: «Ho preso un mutuo ad ottobre 2011 con.., e anche se era chiaro che firmavo una polizza vita sul mutuo, non mi era mai stato spiegato che mi toglievano subito tutta la somma che “mi copriva” per 30 anni di mutuo – e stiamo parlando di 19mila euro!». In pratica il mutuo era assicurato, i soldi per la ristrutturazione invece erano volati via. Un altro “mutuando” segnala: «Mia sorella ed io stiamo cercando di ottenere dalla mia banca un mutuo per liquidità, dando come garanzia la casa di mia sorella, al momento libera da ipoteche, con entrambi intestatari del mutuo. In banca ci hanno già parlato di assicurazione legata al mutuo, che ha un costo per nulla indifferente (più di 10mila euro). La mia domanda è: loro mi possono dire “ti diamo il mutuo solo se fai anche l’assicurazione?”». La risposta dovrebbe essere no, ma come si vede il problema si pone.

Le associazioni

Silvia Castronovi, di Altroconsumo segnala: «L’accordo sottoscritto dalle associazioni dei consumatori con Assofin fornisce un supporto soprattutto nella fase di “post-vendita”. È questo uno dei motivi per cui non l’abbiamo sottoscritto. Secondo noi è infatti molto più importante la fase della pre-vendita, quando il consumatore è più esposto a possibili comportamenti poco corretti delle banche. Queste infatti in alcuni tipi di finanziamenti guadagnano persino più con la polizza che con gli interessi. Si capisce quindi che cerchino comunque di fare passare i loro prodotti, non proponendo delle reali alternative, come invece prescrive con chiarezza l’Ivass».

Sul sito di Codici (ovvero l’associazione Centro per i diritti del cittadino) si segnala: «Sull’obbligo di sottoscrivere le assicurazioni al momento del mutuo, segnalati al Codici casi di comportamenti scorretti. Ricordiamo che l’unica polizza obbligatoria al momento della stipula del mutuo è quella contro incendio e scoppio, tutte le altre sono facoltative». Va ricordato che proprio Codici ha sottoscritto di recente il protocollo d’intesa con Assofin per dare più tutele a coloro che ricevono un finanziamento.

Fonte: Intermediachannel

Autore: Antonio Criscione – Plus24