Il numero dei consulenti creditizi iscritti oggi agli elenchi OAM suscita ancora spesso molti punti interrogativi soprattutto sulla eventuale dimensione del fenomeno dell’abusivismo.

Prima del 2012, ovvero dell’applicazione della legge 141, si parlava infatti di numeri importanti, superiori a 100.000 persone che si dedicavano a vendere mutui e prestiti al di fuori degli sportelli bancari.

Dagli iscritti agli elenchi OAM emerge invece che quelli che sono qualificati a fare questo mestiere sono molto meno e a stento (fra tutti) superano le 10.000 persone, fra collaboratori e agenti, addette alla consulenza creditizia “non bancaria”.

Il “mistero” di questo gap fra prima e post 141, è ancora oggi dibattuto in tante occasioni pubbliche in cui si dice spesso che gli iscritti agli elenchi OAM siano ancora pochi rispetto a quelli che erano i numeri del passato.

Non si pensi però che in UK – il mercato più importante della consulenza creditizia in Europa – i numeri siano diversi.

Non sembra sia tanto differente lo scenario del mercato inglese, che prima del 2008, ovvero dall’applicazione della MMR (Mortgage Market Review) sembra siano “scomparsi” circa 30.000 professionisti del credito.

Prima del 2008 si parlava infatti di oltre 40.000 consulenti attivi, ma anche in UK non esisteva un vero elenco prima di allora.

Oggi i numeri del mercato inglese a seguito della Regolamentazione introdotta con la MMR parlano chiaro: si contano solo 10.000 “puri” mortgage brokers a cui si potrebbero aggiungere circa 4.000 IFAs (independent financial advisors) che oltre ai prodotti di investimento offrono talvolta anche i mutui.