da Barometro CRIF

Analizzando le richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, il primo semestre dell’anno in corso vede un calo complessivo delle interrogazioni, pari al -4,4% rispetto  allo stesso periodo del 2017 malgrado la performance del mese di giugno, che dopo 15 rilevazioni consecutivamente caratterizzate dal segno meno torna in territorio positivo (+3,6%).

La dinamica registrata in questa prima metà dell’anno rimane caratterizzato dalla progressiva contrazione delle richieste di surroga dovuta al significativo restringimento del bacino di famiglie per le quali la rottamazione dei vecchi contratti potrebbe risultare ancora conveniente. In compenso si registra una buona tenuta dei nuovi mutui che stanno sostenendo la ripresa delle compravendite residenziali.

Le analisi sul primo semestre dell’anno mostrano anche la stabilizzazione dell’importo medio richiesto, che si assesta a 126.094 Euro, con un incremento del +0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2017. Si tratta del valore medio più alto delle ultime 5 rilevazioni semestrali. Relativamente al singolo mese di giugno, invece, il valore medio richiesto è risultato pari a 127.570 Euro, sostanzialmente in linea con il corrispondente mese del 2017 (+0,2%) ma significativamente superiore al dato del 2016.

L’IMPORTO MEDIO DEI MUTUI RICHIESTI

Le analisi sul primo semestre dell’anno mostrano anche la stabilizzazione dell’importo medio richiesto, che si assesta a 126.094 Euro, con un incremento del +0,9% rispetto al corrispondente periodo del 2017. Si tratta del valore medio più alto delle ultime 5 rilevazioni semestrali.

Relativamente al singolo mese di giugno, invece, il valore medio richiesto è risultato pari a 127.570 Euro, sostanzialmente in linea con il corrispondente mese del 2017 (+0,2%) ma significativamente superiore al dato del 2016.

LA DISTRIBUZIONE DELLE DOMANDE PER FASCE DI ETÀ

In merito all’età del richiedente, infine, continua a crescere il peso delle fasce di popolazioni più giovani, con quella di età compresa tra i 25 e i 34 anni che nel I semestre dell’anno ha fatto registrare un incremento del +0,7% rispetto al 2017, arrivando a spiegare il 25,2% delle richieste totali.

La fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni rimane però quella maggioritaria, con una il 34,6% del totale, seppur in leggero calo rispetto al 2017 (-1,1 punti percentuali).

 

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