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a cura di Harmonia

In data 13 agosto 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento 30 luglio 2019 della Banca d’Italia recante “Disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.”

Nell’elenco dei destinatari di dette Disposizioni, tra i quali figurano le banche, gli intermediari ex art. 106 del Tub, Poste Italiane, confidi ecc.,  non sono inclusi, a differenza di quanto previsto dal precedente provvedimento in materia (Diposizioni del 3 aprile 2013) i mediatori creditizi; tali figure professionali sono, invece, menzionate nel capitolo dedicato all’Esecuzione da parte di terzi degli obblighi di adeguata verifica, tra i soggetti che possono effettuare per conto del destinatario l’identificazione del cliente, dell’esecutore e del titolare effettivo.

Già nel testo posto in consultazione nel marzo 2018 i mediatori creditizi non figuravano tra i destinatari, tanto che OAM, con nota del 18.06.18, aveva sollevato perplessità in ordine a detta impostazione,  sulla considerazione che il mediatore creditizio è “soggetto obbligato” ai sensi del decreto antiriciclaggio n. 231/2007 e come tale è  tenuto a svolgere l’adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo, comprensiva della fase di identificazione, di  verifica dell’ identità e di acquisizione e valutazione sullo scopo e sulla natura dell’operazione   (art. 17 e ss del decreto stesso) ,

In particolare OAM osservava che sarebbe stato più conforme alla legislazione europea e nazionale attribuire al mediatore creditizio il compito di sviluppare l’adeguata verifica in tutte e tre le fasi sopra descritte,  soprattutto alla luce delle intenzioni del legislatore che, col decreto legislativo n. 141/2010 e col decreto antiriciclaggio così come modificato dal decreto n. 90/2017, ha individuato per i mediatori, quale importante e diffusa rete distributiva,  requisiti maggiormente selettivi, idonei ad aumentarne l’affidabilità e a migliorare la qualità dei servizi offerti e la tutela della clientela.

Le osservazioni OAM, tuttavia, non paiono essere state recepite, tanto che nel resoconto della consultazione non compare alcuna argomentazione di Banca d’Italia a riguardo ed ad oggi permane il sospetto di una incongruenza tra i diversi dettati normativi.

Nel silenzio sull’argomento delle autorità preposte, alla lettura che individua nelle   Disposizioni la fonte per relegare l’attività di adeguata verifica del mediatore creditizio alla sola identificazione, si affianca una lettura che appare più coerente alla normativa di settore (decreto 231/07 e DL 141/10) ed in linea  con le osservazioni Oam sopra citate.

La distinzione tra:

a) soggetti terzi che possono effettuare tutte le fasi dell’adeguata verifica, a eccezione del controllo costante dell’operatività” e…

b) soggetti terzi che possono effettuare solo l’identificazione del cliente, dell’esecutore e del titolare effettivo, inclusa l’acquisizione di copia dei documenti di identità” contenuta nelle Disposizioni nel capitolo esecuzione ad opera di terzi – e non contenuta nel decreto antiriciclaggio –  lungi dal costituire una  elencazione esplicativa degli obblighi di adeguata verifica in  capo ai diversi operatori, va  più propriamente intesa  nel senso di circoscrivere  le attività che i destinatari possono  demandare a terzi e che questi terzi possono svolger per conto dei destinatari. In altre parole, la locuzione “solo” di cui al punto b) sta a significare, non che i mediatori sono obbligati alla sola identificazione (ciò non è conforme al decreto antiriciclaggio) bensì che l’intermediato che intenderà – come consentito – avvalersi delle verifiche eseguite da terzi, potrà soprassedere alla sola fase di identificazione qualora il terzo sia mediatore creditizio.