PLTV riporta articolo pubblicato su Azienda Banca a cura di Alberto Grisoni. Azienda Banca è anche partner di PLTV nell’ambito dell’evento Future Bancassurance Forum.

Il 2019 e il 2020 saranno anni determinanti per il futuro dei prestiti contro cessione del quinto . È quanto afferma Massimo Sanson, amministratore delegato di Pitagora, confermando che la metamorfosi del prodotto, vissuta negli ultimi anni, sia arrivata alla sua fase determinante. Ed è proprio l’attesa di questa svolta, che ha in parte penalizzato il comparto nel 2018 e nel corso dei primi mesi dell’anno corrente.

«Nel primo trimestre 2019 il credito al consumo, nel suo complesso, è cresciuto del 6,8% – spiega Sanson – un risultato positivo ma non brillante rispetto agli anni precedenti, in cui il mercato registrava rispettivamente un +9,5% nel 2017 e un +16% nel 2016».

Il 2018: una crescita incostante

In questo contesto, la cessione del quinto non ha dato i risultati sperati, malgrado il percorso intrapreso dai principali player negli ultimi anni. Un percorso fatto di regole, a partire dal Protocollo di autoregolamentazione Assofin, sino agli orientamenti di Banca d’Italia, e di impegno per la loro applicazione. «Nel 2018 la CQS è cresciuta del 4,6% – aggiunge Sanson – con una sostanziale stabilità del segmento pensionati e un calo del 3,2% dei dipendenti pubblici. Positivo e degno di nota, invece, il +7,2% dei finan- ziamenti verso i dipendenti privati. Il 2018 è stato contraddistinto da un andamento altalenante: a una crescita a doppia cifra del primo semestre (+11,4%), ha fatto seguito un rallentamento nel periodo luglio-settembre ed un calo dell’1,5% nell’ultimo trimestre».

Le stesse regole per tutti

A fine marzo 2018, Banca d’Italia ha pubblicato gli orientamenti di Vigilanza, 71 punti con le indicazioni sui comportamenti e le prassi conformi alle norme, che hanno ripreso in parte quanto già stabilito da alcuni player del settore nel protocollo di autoregolamentazione firmato in Assofin. «Molti operatori si sono adeguati al Protocollo – precisa Sanson – ma non tutti. E questo ha creato distonia nel mercato. Chi ha aderito, lo ha fatto con una visione strategica di lungo periodo, conscio del fatto che, nel breve termine, avrebbe scontato uno svantaggio rispetto ai competitor non aderenti. L’attenzione al merito creditizio, così come gli impatti sulle forma retributive degli agenti (delta montante), giusto per citare due novità importanti portate dall’autoregolamentazione, hanno portato inevitabilmente a una diminuzione dell’erogato».

In attesa degli RWA

Il mercato della CQS, con le nuove regole condivise e a regime, continua a attirare l’interesse dei principali gruppi bancari, che hanno annunciato iniziative in questo ambito, così come degli investitori. Il merito va anche a un terzo elemento di discontinuità, che non ha ancora mostrato il proprio impatto: «la revisione degli RWA sui prestiti contro cessione del quinto – commenta Sanson – diminuirà il rischio del pro- dotto e il suo impatto patrimoniale, completando il percorso di riconoscimento, anche in sede europea, delle specificità della CQS».

Un momento di transizione

Nel primo trimestre del 2019, la ces- sione del quinto ha visto volumi in calo dell’1,5% rispetto a un anno prima. «I tassi di interesse restano inferiori a quelli di un prestito personale – spiega Sanson – e sono diminuiti dell’1,20% nell’arco di un anno. Il mercato segna il passo, anche a causa delle misure necessarie agli operatori per adeguarsi alle richieste del Regulator. A livello di settore serve uno sforzo ulteriore per dare alla CQS la dignità che merita: penso al rapporto con la rete di vendita, che rappresenta di fatto l’intermediario finanziario, o al ruolo delle compagnie assicurative, che devono trovare un migliore equilibrio per essere presenti su questo mercato.

Oggi il prodotto, infatti, inizia ad essere conosciuto anche oltre confine e potrebbe diventare, nel tempo, un finanziamento al credito al consumo a livello europeo, riuscendo ad attirare l’attenzione da parte di grandi investitori internazionali. La cessione del quinto non rappresenta più una scelta residuale, ma il 50% dei clienti accede al prodotto consapevolmente, e lo ritiene conveniente e vantaggioso. «Siamo giunti alla fase maturazione di un processo di transizione ed è in questa direzione che il mercato è chiamato a continuare a lavorare».

Pitagora: obiettivo 500 milioni

Il 2018 è stato un anno particolarmente positivo per Pitagora, che ha realizzato un utile netto di oltre 8 milioni, ed un fatturato in crescita a 456 milioni, contro i 430 del 2017. L’obiettivo per il 2019 è di raggiungere la cifra tonda di 500 milioni.

«Stiamo crescendo anche nel primo trimestre – conclude Sanson – con un segno contrario rispetto al mercato. Mi aspetto un anno di forte cambiamento, che porterà nel medio periodo ad una presenza sul mercato solo di player qualificati. Vincerà chi saprà far decollare il prodotto, nel rispetto delle regole».