barbagalloEstratto dall’intervento di Carmelo Barbagallo, Capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria Banca d’Italia, durante il Convegno su Stabilità, tutela dei clienti, concorrenza.

La tutela della clientela ha assunto un rilievo sempre maggiore nell’agenda dei policy makers. A livello internazionale, le istanze relative alla financial consumer protection hanno ricevuto nuovo impulso dopo la crisi finanziaria. Il G-20 ha riconosciuto l’esigenza di prevedere espressamente la tutela della clientela fra le finalità della regolamentazione di settore, individuando un’autorità incaricata di perseguire questa finalità, dotata dei necessari poteri e stabilendo opportune modalità di coordinamento fra le istituzioni alle quali sono affidati compiti di protezione degli interessi dei consumatori.

Un’accresciuta attenzione per il nesso fra stabilità – micro e macro prudenziale – e tutela della clientela si ricava anche dalla normativa che, dopo la crisi finanziaria del 2008, ha riformato l’architettura finanziaria nella UE: si pensi, ad esempio, ai poteri di product intervention conferiti all’EBA dal relativo regolamento istitutivo, che possono essere attivati nei confronti delle attività finanziarie che mettano a repentaglio il corretto funzionamento e l’integrità dei mercati finanziari o la stabilità del sistema finanziario dell’Unione.

La consapevolezza del profondo nesso fra stabilità e protezione dei clienti è ormai radicata nel nostro Paese. Risale al 1992 una specifica normativa sulla trasparenza bancaria, tesa a riequilibrare i rapporti fra intermediari e clienti, basata su obblighi di informativa precontrattuale, sulla necessità di redigere contratti completi e di stipularli in forma scritta, sulla rendicontazione periodica nei rapporti di durata. Tale legge, trasfusa nel Testo unico bancario, prevedeva altresì un peculiare meccanismo di correzione delle clausole “economiche” del contratto, finalizzato a disincentivare la pubblicizzazione di prezzi non coerenti con quelli effettivamente praticati. Il sistema di protezione della clientela bancaria e finanziaria era completato dall’attribuzione alla Banca d’Italia di poteri di controllo e sanzionatori, che includevano la possibilità di disporre la sospensione delle attività di singole sedi secondarie.

 Nata per attenuare le asimmetrie informative connaturate al settore bancario e finanziario e favorire lo sviluppo di una maggiore concorrenza tra gli intermediari, questa disciplina è stata nel tempo progressivamente affinata. Ci si è infatti resi conto che, per garantire un’effettiva concorrenza, sono necessari interventi che rimuovano gli ostacoli alla mobilità della clientela e rendano pienamente fruibile l’informazione fornita in sede precontrattuale, anche attraverso la semplificazione delle modalità di rappresentazione delle informazioni.

L’esigenza di accrescere, anche in vista dello sviluppo di un mercato unico europeo pienamente concorrenziale, la trasparenza sostanziale nei rapporti con la clientela è alla base dell’attuale trend di standardizzazione delle modalità di rappresentazione alla clientela dei costi connessi con alcuni prodotti e servizi che si contraddistinguono per elevata diffusione, frequenza di utilizzo e rilevanza per il consumatore. Tale processo, sostanzialmente completato per il credito ai consumatori, troverà ulteriore sviluppo grazie all’implementazione della nuova Direttiva sui mutui ipotecari  e di quella sui conti di pagamento…

per continuare a leggere la versione integrale visita il sito www.bancaditalia.it