Nella Relazione di Bankitalia per quanto riguarda i Confidi iscritti nell’elenco Speciale si legge il seguente:

“Nel 2015 le garanzie rilasciate dai Confidi, pari a Euro 13 miliardi, sono scese del 10,5% rispetto al 2014. Sul calo dell’operatività̀ ha influito l’accesso diretto da parte delle banche alla controgaranzia del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese.

La flessione è stata accompagnata da un incremento della rischiosità.

Alla fine dello scorso anno le posizioni deteriorate erano il 35,6% delle garanzie rilasciate, quelle in sofferenza il 24,7 % (rispettivamente 31,6% e 20,3% nel 2014).

La redditività ha risentito dei minori ricavi da commissioni (-8,8 per cento rispetto al 2014) e dell’aumento dei costi operativi (2,0% rispetto al 2014), che hanno assorbito quasi il 905 del margine di intermediazione.

Le perdite complessive dei Confidi sono state di Euro 102 milioni nel 2015 (Euro 88 milioni nell’esercizio precedente).

Il patrimonio di vigilanza, quasi tutto di qualità̀ primaria, era pari al 16,3% delle attività ponderate per il rischio (total capital ratio).”

I Confidi manifestano elementi di debolezza soprattutto nella qualità del credito e nella redditività.

L’azione di vigilanza ha spinto i Confidi a rafforzare le politiche di individuazione, gestione e valutazione del rischio creditizio; ciò ha determinato un aumento delle rettifiche di valore sulle garanzie concesse.

Gli interventi effettuati da Banca d’Italia nel 2015, mediante lettere o incontri, hanno riguardato soprattutto il rischio di credito, i sistemi di governo e controllo e le strategie.

Ai Confidi vigilati aventi un volume di attività inferiore alla nuova soglia dimensionale (innalzata da Euro 75 a 150 milioni), e intenzionati a presentare istanza per l’iscrizione all’Albo Unico, sono stati richiesti piani di sviluppo operativo che, assicurando condizioni di sana e prudente gestione, coniughino le strategie espansive con corrette prassi di erogazione delle garanzie.