Tra il 23 settembre e il 22 ottobre scorso le Filiali della Banca d’Italia hanno condotto il XXI sondaggio congiunturale, intervistando 4.235 imprese con almeno 20 addetti, di cui 2.990 appartenenti all’industria in senso stretto e 1.245 ai servizi privati non finanziari. Contestualmente è stato condotto anche il consueto sondaggio presso un campione di 491 imprese del settore delle costruzioni con almeno 20 addetti.

Alcuni risultati chiave sullo Stato dell’arte sui finanziamenti

Circa due terzi delle imprese riportano una domanda di credito sostanzialmente invariata nel primo semestre del 2013 rispetto al secondo semestre dell’anno precedente. Quelle che indicano un incremento della domanda di prestiti (22,5 %) prevalgono rispetto a quante ne segnalano una riduzione (13,5 per cento). Il saldo, pari a 9 punti percentuali, si è ulteriormente ridotto rispetto all’anno precedente (12,5 % nella rilevazione del 2012), delineando una tendenza al rallentamento della domanda di credito, confermato anche dalle valutazioni prospettiche sul secondo semestre del 2013 rispetto al primo semestre dello stesso anno (saldo pari a 8,6 punti percentuali, contro 15,4 dello scorso anno). I fattori che secondo le imprese hanno influito in modo più rilevante sull’aumento della loro domanda di prestiti sono l’esigenza di finanziare il capitale circolante e di compensare variazioni nell’autofinanziamento, e l’esigenza di fondi per gli investimenti fissi.

Il 63 % delle imprese giudica stabili le condizioni di indebitamento nella prima metà di quest’anno rispetto al semestre precedente, mentre il 27,6 % le ritiene peggiorate; su questo andamento negativo influiscono soprattutto il livello dei costi accessori, la complessità delle informazioni aziendali richieste e il livello dei tassi di interesse applicati. Le prospettive sulle condizioni di indebitamento riferite al secondo semestre dell’anno segnalano una evoluzione meno sfavorevole di quella di inizio anno: il saldo tra giudizi di miglioramento e quelli di peggioramento passa da -18,2 a -13 punti percentuali.

Le imprese riportano un peggioramento complessivo delle condizioni di indebitamento nel corso del 2013, che risulta più accentuato per le imprese più piccole. In particolare, nel primo semestre la maggioranza delle aziende segnala soprattutto un incremento dei tassi d’interesse applicati, un più alto livello dei costi accessori e una riduzione della possibilità di ottenere nuovi finanziamenti; fra le imprese con almeno 200 dipendenti solo quest’ultimo fattore è indicato in via prioritaria ma vi si aggiunge un allungamento dei tempi di erogazione dei nuovi finanziamenti. Il deterioramento delle condizioni di indebitamento si attenuerebbe tuttavia lievemente nella seconda metà dell’anno.

Quasi un quarto delle aziende ha accresciuto nel biennio 2012–13 il patrimonio netto attraverso aumenti di capitale o attingendo all’autofinanziamento (il 31% fra quelle con almeno 200 addetti); per il 5% di queste imprese lo sgravio fiscale introdotto dal D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 – ACE – avrebbe avuto effetti abbastanza o molto rilevanti.