Il cosiddetto Leasing “prima casa” comincia a farsi strada e a vincere la resistenza culturale degli Italiani che storicamente identificano l’abitazione con la proprietà.

Con il contratto di “leasing abitativo”, invece, la società finanziatrice si obbliga ad acquistare o a far costruire un immobile secondo le indicazioni dell’utilizzatore. Quest’ultimo lo riceve in uso, per un tempo determinato a fronte del pagamento di un canone periodico: alla scadenza del contratto, ha la facoltà di riscattarne la proprietà, pagando il prezzo prestabilito.

Si parla di leasing “prima casa” perché è utilizzabile per acquisire l’abitazione principale da parte di soggetti con reddito complessivo non superiore a Euro 55.000 lordi ciascuno, ben potendosi più persone cointestarsi il bene (tutte però in possesso dei requisiti richiesti).

Rispetto al 2016, anno di avvio della nuova norma, Assilea (Associazione Italiana Leasing) nel 2017 rileva un aumento dei contratti cointestati (25%), la crescita dell’età media dei richiedenti, che si è assestata sui 36 anni, nonché dell’importo medio, passato da circa 150mila a oltre Euro 200mila. Le manifestazioni di interesse per questa nuova soluzione abitativa provengono per il 64% da uomini e per il 36% da donne.

Nelle richieste, la Lombardia ha sopravanzato l’Emilia Romagna, che precede il Lazio; arretra il Veneto. La prima Regione del Sud è la Sicilia, sesta assoluta, seguono nell’ordine, Puglia, Campania e Friuli Venezia Giulia. Per quanto riguarda l’offerta, la durata media del contratto è di 20 anni e l’opzione preferita è a tasso fisso.

fonte: Assilea