Nel 2013 il flusso dei nuovi prestiti concessi dagli intermediari creditizi non bancari (società operanti prevalentemente nei segmenti del leasing, del factoring e del credito al consumo) è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2012 (-0,2%); alla fine dell’anno i finanziamenti erogati erano pari a Euro 195 miliardi. Le nuove erogazioni nel settore del leasing hanno registrato una contrazione del 29,1%; nel comparto del credito al consumo e del factoring si è avuta un’espansione (rispettivamente del 2,7% e del 2,2%).

La qualità del credito ha continuato a peggiorare. L’incidenza sul totale dei prestiti deteriorati (sofferenze, incagli, esposizioni ristrutturate, scadute o sconfinanti) ha raggiunto il 15,8%, con un incremento di due punti percentuali rispetto al 2012. La quota è più elevata nel comparto del leasing (21,8%) rispetto al factoring (6,5%) e al credito al consumo (11,6%).

Il margine di intermediazione si è ridotto del 9,8% a causa del calo delle commissioni; sono aumentate anche le perdite nette su crediti (32,0%). Il numero delle società che ha chiuso l’esercizio in perdita è aumentato da 82% a 92%. Il patrimonio di vigilanza è cresciuto di Euro 0,7 miliardi, innalzando il grado di copertura dei requisiti prudenziali previsti dalla normativa (l’indice di patrimonializzazione è lievemente salito, a 1,6).