Già nel gennaio del 2012 la Banca d’Italia ha svolto una prima consultazione pubblica sullo schema di disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari iscritti nell’albo unico ex art. 106 TUB, come modificato dal d.lgs. n. 141/2010.

In questi giorni Banca d’Italia ha pubblicato ulteriori modifiche che sono sottoposte a Consultazione pubblica fino al 12 settembre.

Il nuovo schema conferma le principali scelte operate a suo tempo dalla Banca d’Italia e, in particolare, l’estensione della disciplina prudenziale delle banche agli intermediari finanziari.

Le modifiche sono state volte principalmente ad ampliare i margini di flessibilità riconosciuti agli intermediari, allo scopo di rispondere più efficacemente alle richieste di alcune fasce e/o tipologie di operatori, ove ritenute compatibili con le esigenze della sana e prudente gestione.

E’ stato, inoltre, predisposto lo schema di disposizioni per le società fiduciarie e le agenzie di prestito su pegno, mentre nella precedente consultazione erano state presentate al mercato le principali scelte di policy riguardo alla regolamentazione di tali soggetti.

Le principali novità del nuovo testo di consultazione

Autorizzazione

Lo schema delle disposizioni è stato rivisto al fine di allinearlo con quello applicabile alle banche, sia da un punto di vista formale e terminologico, sia rivedendo alcuni profili sostanziali della disciplina (ad es., decadenza e revoca dell’autorizzazione).

Inoltre, considerato che il “II correttivo” ha espressamente previsto che gli intermediari finanziari possano adottare la forma cooperativa, in coerenza con il principio di proporzionalità, è stata prevista una soglia più bassa di capitale minimo (Euro 1,2 mln in luogo di Euro 2 mln) per gli intermediari finanziari che adottano tale forma giuridica, purché rispettino le condizioni previste dalla disciplina civilistica per essere considerati a mutualità prevalente ed esercitino l’attività di concessione di finanziamenti per cassa senza rilasciare garanzie.

Assetti proprietari

Le disposizioni relative agli assetti proprietari degli intermediari finanziari sono state integrate per meglio allinearle a quanto previsto dalla direttiva 2007/44/CE, relativa all’acquisto di partecipazioni qualificate in banche, imprese di investimento e di assicurazione e società di gestione e dalle linee guida applicative delle autorità di regolamentazione europee (EBA, ESMA, EIOPA).

In particolare, sono stati meglio precisati i criteri di valutazione della reputazione e della solidità finanziaria del potenziale acquirente di una partecipazione qualificata in un intermediario finanziario, che sono presi in considerazione dalla Banca d’Italia per il rilascio dell’autorizzazione all’acquisto di tale partecipazione.

Organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni

Il sistema di governance e dei controlli riveste un ruolo centrale per il perseguimento degli obiettivi di sana e prudente gestione degli intermediari, come anche messo in luce nel corso dell’ultima crisi finanziaria.

In tal senso, lo schema delle disposizioni già sottoposto a consultazione ha la finalità, da un lato, di adeguare le regole organizzative degli intermediari finanziari a quella degli altri soggetti vigilati (adottando un approccio coerente con le regole e le linee guida internazionali), dall’altro, di modulare le previsioni in relazione alla dimensione, complessità e natura dell’attività svolta da tali soggetti.

Il nuovo schema conferma tale impostazione. Tuttavia, alla luce delle osservazioni ricevute e al fine di meglio articolare il principio di proporzionalità:

i criteri per identificare gli intermediari a ridotta dimensione e complessità operativa (cc.dd. “intermediari minori”) sono stati rivisti, aumentando, tra l’altro, da Euro 100 a Euro 150 milioni il limite del volume di attività finanziaria detenibile dagli intermediari per rientrare in tale “sottoclasse”;

– sono state introdotte significative semplificazioni in materia di ruolo del presidente dell’organo con funzione di supervisione strategica e di struttura del sistema dei controlli.

In particolare, è stata riconosciuta agli “intermediari minori” la possibilità che il presidente dell’organo con funzione di supervisione strategica svolga funzioni esecutive, ferma restando l’esistenza di una serie di condizioni atte ad assicurare il buon funzionamento di tale organo (in particolare, si richiede l’adozione di presidi idonei a prevenire ed identificare eventuali conflitti di interesse).

Quanto all’articolazione delle funzioni di controllo, le modifiche apportate tengono conto dell’esigenza, manifestata da numerosi partecipanti alla consultazione, di contenere i costi legati alla costituzione di funzioni di controllo separate sul piano organizzativo.

In dettaglio:

(a) è stata estesa a tutti gli intermediari finanziari, e non solo a quelli minori, la possibilità di affidare lo svolgimento della funzione di conformità alle norme e della funzione di controllo dei rischi (c.d. controlli di secondo livello) a un’unica funzione, nel caso in cui ciò sia giustificato in base a criteri di proporzionalità (in precedenza questa facoltà era riconosciuta ai soli “intermediari minori”);

(b) viene consentito a tutti gli “intermediari minori” di affidare tutti i controlli, diversi da quelli di linea, a un’unica funzione (nella precedente stesura tale possibilità era invece ammessa solo per gli “intermediari minori” che esercitassero esclusivamente attività di finanziamento). In tale caso non è tuttavia ammessa l’esternalizzazione delle funzioni di controllo. Si ritiene che la semplificazione della struttura dei controlli di secondo e terzo livello costituisca un incentivo per gli operatori più piccoli a rafforzare i presidi di primo livello (es.: processo di erogazione del credito) e a creare strutture di controllo interne snelle ma efficaci, promuovendo, tra l’altro, lo sviluppo di competenze interne.

Inoltre, sono state riviste le regole sul processo di gestione e controllo della rete distributiva, che, nel primo schema di disposizioni, era disciplinato mediante rinvio alla disciplina dell’esternalizzazione di funzioni operative importanti. Il nuovo schema, attesa la centralità di tale processo per l’attività degli intermediari, definisce regole ad hoc, con la finalità di declinare meglio l’allocazione delle responsabilità in seno all’intermediario e disciplinare in modo puntuale gli aspetti nevralgici del processo (es. selezione e limiti del mandato dei distributori). In tale ambito, è stato tra l’altro rimosso il divieto di “sub-distribuzione”.

In materia di esternalizzazione delle funzioni aziendali all’interno dei gruppi, in linea con quanto previsto dalla recente disciplina in materia di sistema dei controlli interni delle banche, sono stati meglio definiti ruolo e responsabilità della capogruppo e prevista la possibilità, per l’intermediario appartenente a un gruppo finanziario, di derogare ai principi generali in materia di esternalizzazione di funzioni aziendali, qualora rispetti la politica aziendale di gruppo nella medesima materia.

Infine, sono stati introdotti specifici presidi organizzativi per gli intermediari finanziari che, nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione, assumano il ruolo di servicer, ai sensi della legge n. 130 /1999; si tratta di intermediari incaricati della riscossione dei crediti ceduti e dei servizi di cassa e pagamento, nonché della verifica della conformità delle operazioni di cartolarizzazione alla legge e al prospetto informativo. Le disposizioni definiscono il contenuto minimo degli obblighi di verifica facenti capo a tali soggetti, le attività che possono essere affidate a soggetti terzi, i presidi da adottare, nonché le cautele per prevenire o gestire eventuali conflitti di interessi che possono sorgere nello svolgimento delle diverse attività che il servicer può prestare.

Disciplina prudenziale

La bozza delle disposizioni sottoposta a consultazione nel 2012 equiparava, con alcuni adattamenti, il regime prudenziale degli intermediari finanziari a quello all’epoca vigente per le banche.

Dal 1° gennaio 2014, la disciplina prudenziale delle banche e delle imprese di investimento è cambiata per effetto dell’applicazione del “pacchetto CRR/CRDIV” (regolamento e direttiva), che dà attuazione in Europa alle nuove regole prudenziali definite dal Comitato di Basilea (cd. Basilea 3).

Pur in presenza di tale cambiamento, si intende confermare l’impostazione del primo documento di consultazione e applicare, con i necessari adattamenti, lo stesso regime prudenziale delle banche, in modo da assicurare il mantenimento della “vigilanza equivalente” e presidiare – in linea con gli orientamenti internazionali – i rischi dello “shadow banking”.

Per tener conto e valorizzare le caratteristiche degli intermediari finanziari nel rispetto del principio di proporzionalità, da un lato, si confermano alcuni trattamenti specifici già riconosciuti in sede di prima consultazione, e, dall’altro, non è al momento prevista l’applicazione di alcuni istituti previsti dal CRR, quali le regole in materia di:

a) liquidità e leva finanziaria: tenuto conto che, per le banche, la definizione dei due requisiti di liquidità (Liquidity Coverage Requirement e Net Stable Funding Requirement) e dell’indice di leva finanziaria è ancora in corso a livello europeo, si ritiene di attendere la conclusione del processo negoziale comunitario prima di valutare l’estensione di questi indicatori agli intermediari finanziari;

b) riserva di conservazione del capitale e riserva di capitale anticiclica: considerato che il quadro normativo comunitario impone l’applicazione di tali riserve a partire dal 2016, la Banca d’Italia si riserva di approfondire la possibilità di applicare tali riserve agli intermediari finanziari e, comunque, di esonerare dal rispetto dalla riserva di conservazione del capitale gli intermediari finanziari di piccola e media dimensione, in analogia con quanto previsto per le SIM, attesa la loro scarsa incidenza sulla stabilità del sistema finanziario (cfr. art. 129 della CRD IV).

Su questi punti, e in particolare sulla possibile introduzione in futuro di tali istituti prudenziali, si sollecitano commenti dell’industria.