di Fabio Picciolini, esperto finanziario

Banca d’Italia con il provvedimento del 3 agosto 2017 (G.U.195/17) ha aggiornato le disposizioni sulla “Trasparenza delle operazioni dei servizi bancari e finanziari” alla luce del recepimento della Direttiva 2014/92/UE (cd. PAD) concernente la comparabilità delle spese del conto di pagamento sul trasferimento del conto di pagamento e l’accesso al cosiddetto Conto di Base

Il provvedimento avrà vigenza dal 7 settembre 2017.

Il provvedimento segue l’introduzione nel TUB del nuovo capo II ter sui conti di pagamento; in particolare gli articoli 126 quinquiesdecies – “Servizi di trasferimento” e 126 vicies quinquies “informazioni sul conto di base”.

La nuova disciplina discende da quanto previsto dall’art. 126 noviesdecies del TUB in tema di conto di base, che obbliga banche, Poste Italiane e altri prestatori di servizi finanziari, abbinati a conti di pagamento (istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica), di offrire alla clientela un conto di pagamento con operatività limitate: conto di base.

Potranno essere equiparati al conto di base anche i conti correnti a condizioni che abbiano le stesse caratteristiche.

Secondo la nuova disciplina il titolare del conto di base potrà effettuare solo un numero predeterminato di operazioni, a fronte delle quali dovrà pagare alla banca un unico canone annuo onnicomprensivo, e non subire alcun ulteriore onere, salvo l’imposta di bollo, che, in ogni caso, non dovrà essere pagata dalle fasce socialmente svantaggiate.

Le operazioni, da definire in un prossimo decreto ministeriale, devono essere, in ogni caso, quelle previste dal D.Lgs.37/2017: apertura, gestione e chiusura del conto, accreditamento di fondi, prelievo di contante. Nei Paesi dell’Unione europea si tratterà di operazioni di pagamento mediante carta di pagamento, utilizzabile anche online, bonifici e ordini permanenti di bonifico presso le dipendenze, del prestatore di servizi di pagamento e attraverso gli altri canali eventualmente disponibili, ivi compreso il canale online.

Il titolare del conto di base non ha diritto ad ottenere aperture di credito né finanziamenti ma può chiedere, senza obbligo per l’intermediario, di poter compiere operazioni aggiuntive, a condizioni coerenti con il livello di reddito nazionale e ai costi mediamente applicabili.

Il decreto ministeriale da emanare dovrà anche fissare le fasce di clientela socialmente svantaggiata cui il conto di base potrà essere offerto gratis.

Nel caso gli intermediari già offrissero un prodotto gratuito, non dovranno obbligatoriamente prevedere la possibilità di apertura del conto di base, purché comunichino alla clientela l’opportunità di apertura di conti di pagamento/conti correnti gratuiti.

Infine, nel caso di cessione di rapporti giuridici o di cessione d’azienda alla clientela deve essere garantito di poter in ogni caso utilizzare il conto di base.

Le nuove norme, ancora da completare con le esenzioni, fanno compiere almeno due passi avanti nel rapporto cliente-banca.

Da un lato favoriscono una maggiore trasparenza nel rapporto, dall’altro creano una maggiore facilità di accesso, a basso costo, al sistema bancario. Ciò se ben attuato potrà essere utile in un Paese in cui esistono ancora molti milioni di cittadini che non hanno alcun rapporto bancario, con conseguenze negative per l’economia e per la legalità.

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